Meno vigilanza e più didattica, le proposte di un docente per migliorare l’insegnamento: “Limitare la burocrazia e valorizzare in base alle inclinazioni”

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Gli insegnanti rivestono un ruolo fondamentale nella società, essendo responsabili della formazione delle nuove generazioni. Eppure, come evidenziato nell’articolo del docente di fisica, Lorenzo Asti, su Il Mulino, il declino delle condizioni dei docenti è diventato un fenomeno strutturale in molti paesi occidentali, Italia compresa.

Nonostante l’importanza cruciale del loro lavoro, gli insegnanti italiani hanno visto un progressivo calo del loro potere d’acquisto negli ultimi decenni. I loro stipendi sono rimasti indietro rispetto a quelli di altre categorie di dipendenti pubblici e risultano inadeguati anche in confronto alla media europea. Eppure, un compenso dignitoso non dovrebbe essere visto solo come una giusta rivendicazione di categoria, ma come una condizione necessaria per garantire una scuola di qualità.

L’autorevolezza e il rispetto di cui godono gli insegnanti presso gli studenti sono strettamente legati al loro status sociale ed economico. Se i docenti sono percepiti come “lavoratori di serie B”, incapaci di sfruttare appieno la loro istruzione per intraprendere carriere più remunerative, l’efficacia della loro azione didattica ne risulta inevitabilmente compromessa.

Per contrastare questa svalutazione della figura dell’insegnante, oltre alla questione salariale, Asti propone alcune misure interessanti, come ridurre gli obblighi di vigilanza sugli studenti non in obbligo scolastico, limitare le attività accessorie per concentrarsi sull’insegnamento vero e proprio, differenziare i ruoli dei docenti in base alle loro inclinazioni, valorizzare le carriere pregresse (ad esempio il dottorato di ricerca) e favorire la collaborazione con le università.

In un mondo in cui le risorse didattiche online sono abbondanti, il vero valore aggiunto della scuola risiede nella mediazione umana tra le discipline e gli studenti, incarnata dagli insegnanti. Investire sulla qualità del personale docente, riconoscendone adeguatamente il ruolo con salari e condizioni di lavoro dignitosi, dovrebbe essere una priorità per garantire un’istruzione di eccellenza alle nuove generazioni.

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