Meno ore di sostegno rispetto a quelle previste dal PEI: un fenomeno sempre più diffuso. Cambierà qualcosa con il nuovo decreto in arrivo?

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Se da un lato si va verso la conferma del modello PEI e dell’impianto del decreto interministeriale 182/2020, dall’altro i Tribunali in questi giorni continuano ad intervenire in merito all’assegnazione delle ore di sostegno.

Infatti, sono arrivati negli ultimi giorni 2 provvedimenti diversi che intervengono sull’assegnazione ore di sostegno.

Si segnala la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Roma, che condanna il Ministero dell’Istruzione al risarcimento del danno, quantificato in euro 2.000, in favore di una famiglia perché, a fronte di un numero di 22 ore settimanali di sostegno ritenute necessarie in sede di redazione del P.E.I., all’alunno con disabilità erano state assegnate solo 18 ore settimanali.

Ma quella che appare molto interessante è il provvedimento cautelare emesso dal Tribunale di Busto Arsizio con decreto cautelare del 12 ottobre, reso dopo appena due giorni dal deposito del ricorso patrocinato dagli avvocati di Osservatorio182, nato proprio recentemente per supportare famiglie e insegnanti in questo percorso faticoso relativo al nuovo decreto interministeriale sul sostegno.

Il Tribunale, ha accertato la natura discriminatoria della decurtazione delle ore di sostegno indicate nel PEI e, dunque, ha condannato il Ministero dell’Istruzione ad attribuire immediatamente l’insegnante specializzato con il rapporto 1 a 1, ossia per 22 ore settimanali.

Non si tratta certamente di una novità. Sappiamo benissimo come ormai ogni anno ci sia una carenza di insegnanti di sostegno che penalizza gli alunni e gli studenti con disabilità. Situazione che porta spesso e volentieri all’assenza di alternative e quindi a continui ricorsi da parte delle famiglie per ottenere le ore di sostegno previste dal PEI. Ricorsi che quasi sempre sono in favore degli studenti.

Il nuovo PEI e la quantificazione delle ore di sostegno

E in questo senso, anche adesso sta proseguendo quanto accade da sempre. Proprio in questo periodo in cui il nuovo modello di PEI e l’impianto del decreto 182/2020 stanno per essere introdotti nelle scuole dopo la vicenda giudiziaria che da mesi confonde docenti e famiglie.

Come sappiamo, il vecchio decreto 182 è stato rivisto e a breve, una volta incassato il parere dal CSPI, sarà operativo.

Il Ministero ha già pubblicato una nota in cui spiega cosa dovranno fare le scuole per l’uso dei modelli del PEI.

Ma il prossimo decreto conterrà ancora, come la prima versione, la quantificazione delle ore di sostegno sulla base di range. Uno dei punti più contestati in assoluto dal mondo delle associazioni e dei sindacati.

“Le critiche si erano concentrate sul fatto che questa quantificazione introduceva un automatismo che non aveva nessuna finalità didattica o pedagogica ma una finalità economica, ovvero la riduzione progressiva del numero di insegnanti di sostegno“, ha spiegato ad Orizzonte Scuola Walter Miceli, avvocato specializzato in legislazione scolastica, aggiungendo: “5 mila docenti di sostegno in meno l’anno e una riduzione dei costi delle finanze pubbliche di 182 milioni di euro l’anno. Questo è l’obiettivo dichiarato dal legislatore“, aggiunge.

Legare indissolubilmente il fenomeno dei ricorsi per le ore di sostegno con la quantificazione delle stesse sulla base dei range come prevede il nuovo decreto potrebbe essere sbagliato, sotto molti punti di vista. Ma la speranza delle famiglie è che si trovi presto una soluzione efficace al problema.

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