Meno assunzioni e più supplenze nel 2018/19, ecco perché

di redazione
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Il rischio per l’a.s. 2018/19 è quello di avere meno immissioni in ruolo rispetto al previsto, e un numero maggiore di supplenze

Effetto mancati pensionamenti dal 1° settembre 2018

Potrebbero essere le conseguenze dei ritardi con il quale l’INPS sta accertando il diritto per migliaia di lavoratori della scuola. Ogni giorno, fino al 31 agosto, è utile. Ma potrebbero esserci docenti costretti a lavorare ancora un anno in più. Il meccanismo lo ha spiegato ieri il Ministro Bussetti durante una intervista a “La Versione di Oscar” – Radio 24 sul tema della verifica dei requisiti contributivi dei docenti e ATA che hanno richiesto la cessazione dal lavoro a partire dal 1° settembre 2018.

Meno immissioni in ruolo, più supplenze al 31 agosto

Il decreto per le immissioni in ruolo è previsto per fine luglio, per consentire agli Uffici Scolastici di approntare le nomine e far prendere servizio ai docenti il 1° settembre 2018.

Ma i posti che si verranno a liberare dopo l’autorizzazione del contingente immissioni in ruolo non potranno essere conteggiati, dovranno necessariamente rimanere fuori. Si tratterà a questo punto di posti vacanti, e dunque da assegnare a supplenza fino al 31 agosto.

In ogni caso i numeri delle immissioni in ruolo potrebbero essere corposi. Secondo il sindacato Anief si potrebbe arrivare a 70.000  Immissioni in ruolo, Anief: 70mila sono possibili subito

La supplentite, come si sa, è un fenomeno duro da sconfiggere e queste problematiche burocratiche legate ai pensionamenti quest’anno potrebbero fare la loro parte.

Il Ministro Bussetti ha voluto rassicurare dicendo che i numeri rispetto a tre settimane fa si sono notevolmente abbassati, ma è una situazione da monitorare costantemente.

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