Di Menna (UIL): Criticità sulle misure per l’edilizia scolastica

di Giulia Boffa
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GB – Secondo il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna le misure riguardanti l’edilizia scolastica contenute nel decreto approvato alla Camera è positivo, ma con delle criticità.

Le misure approvate “mettono a punto una serie di interventi concreti” e “l’insieme delle risorse stanziate”, ed anche se non rispondono completamente necessità sono “ comunque un provvedimento positivo"

GB – Secondo il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna le misure riguardanti l’edilizia scolastica contenute nel decreto approvato alla Camera è positivo, ma con delle criticità.

Le misure approvate “mettono a punto una serie di interventi concreti” e “l’insieme delle risorse stanziate”, ed anche se non rispondono completamente necessità sono “ comunque un provvedimento positivo"

Secondo il sindacalista “continua infatti a mancare  un elemento essenziale di valutazione del rischio e delle conseguenti emergenze da affrontare prioritariamente: l’Anagrafe dell’edilizia scolastica (…), strumento fondamentale sia per la progettazione della tipologia degli interventi che per determinarne le priorità”.

Di Menna ricorda polemicamente che “negli ultimi 5 anni, prima Fioroni,  poi Gelmini, quindi Profumo  hanno assicurato che l’anagrafe era praticamente pronta, nel giro di qualche settimana sarebbe stata operativa: stiamo ancora aspettando, e non vorremmo che la secretazione di quanto sin’ora fatto serva a nascondere imperdonabili negligenze a livello locale dell’amministrazione del MIUR o, peggio ancora, a favorire una distribuzione delle risorse non correlata alla stato dell’effettivo disagio edilizio, ma ad altre logiche che, con questo, non hanno nulla a che fare”.

Inoltre il decreto assegna le risorse per gli interventi di risanamento nelle scuole alle Regioni.

Il testo prevede una serie di adempimenti e scadenze stringenti, ma “La mancata presentazione delle richieste da parte delle Regioni si ripercuote sugli alunni. Per questo – aggiunge Di Menna – va previsto un intervento di surroga dello Stato in caso di enti inadempienti”.

Occorre insomma “prevedere la figura di un commissario ad acta che, in caso di inottemperanza degli enti, porti a buon fine gli interventi finanziati e cantierabili”.

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