Meloni lancia l’allarme: “Corsa contro il tempo per la Legge di Bilancio. Venerdì arriva la Nadef”

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In conferenza stampa il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha parlato anche di scuola e dei prossimi provvedimenti: “‘Spero che nel prossimo Consiglio dei Ministri ci siano le prime misure anche sull’energia”.

E poi aggiunge: “Venerdì, nel prossimo Consiglio dei Ministri ci sarà la Nadef, la nota di programmazione economica e finanziaria”.

“Stiamo facendo una corsa contro il tempo per la legge di bilancio. I tempi sono molto ristretti e da venerdì passiamo a parlare di economia, e spero anche di energia con alcuni primi provvedimenti. E poi ci saranno le deleghe ai ministeri”, ha aggiunto il premier.

Continua: “Dalla squadra di governo mi aspetto compattezza e lealtà. Si respira un’aria di grande entusiasmo pur nella consapevolezza delle difficoltà da affrontare”.

La Legge di Bilancio

Secondo alcune stime, si calcola una cifra intorno ai 30 miliardi. Alle misure non energetiche, dunque, resterà solo un quarto della manovra, che però già sappiamo che una parte dovrà essere impiegata per le pensioni, con l’obiettivo di non tornare alla legge Fornero. Nel capitolo previdenziale potrebbe essere previsto anche un sistema di incentivi, sotto forma di sconti dei contributi a carico dei lavoratori, per favorire la permanenza in azienda per gli over 63. Poi la legge di bilancio da approvare entro la fine dell’anno ci sarà spazio per diverse iniziative di Governo già annunciate: l’ampliamento della Flat Tax per gli autonomi e i correttivi sul reddito di cittadinanza per esempio.

Pertanto, allo stato attuale, se il quadro dovesse essere davvero quello prospettato, per la scuola non rimarrebbero che le briciole. Nella migliore delle ipotesi. Il primo pensiero va al rinnovo contrattuale che in tale scenario rischia di diventare ancora più problematico: posto che il rinnovo del CCNL al momento prevede le risorse stanziate dalla precedente Manovra, la speranza dei sindacati è sempre stata quella di poter ottenere qualche risorsa in più per il contratto scaduto. Si attende nel frattempo una risposta in merito alla questione di circa 340 milioni in più provenienti dal MOF: come sappiamo, infatti, nel corso del rinnovo del CCNI del salario accessorio, è stato raggiunto l’accordo spinto da mesi dai sindacati, di spostare una parte della cifra prevista per il MOF al contratto scuola.

Gli oltre 300 milioni dal MOF non incideranno molto sulla busta paga in base alle stime complessive e siamo infatti abbondantemente lontani dalle 3 cifre che chiedevano i sindacati. A conti fatti bisogna considerare che i docenti in busta paga potrebbero ricevere una cifra compresa fra i 15-20 euro circa in più. La base di partenza è, come sappiamo, un aumento medio di circa 50-60 euro netti in busta paga a cui bisognerà aggiungere, dunque, le risorse provenienti dal salario accessorio.

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