Meloni: “Il grosso dei compiti deve avvenire in classe e non a casa”. Lettori divisi: “Il vero lavoro si fa in aula”, “può andar bene per la primaria, impensabile al liceo”

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Compiti a casa. Una questione che, ciclicamente si ripresenta, anno dopo anno. Giusto darli? Se sì, con quale quantità? Esperti, genitori, studenti si fronteggiano sulla nostra pagina Facebook.

Tutto parte dalle dichiarazioni rese da Giorgia Meloni in campagna elettorale: “Credo che il grosso dello studio debba avvenire in classe e non in casa con i compiti”. Su questo, in modo prevedibile, si è scatenato il dibattito.

Per Maria Antonietta la premier ha detto bene: “Concordo perfettamente, ma per fare questo occorre che le classi siano firmate al massimo da 15 alunni. Se fai le classi di 30 alunni con dentro 2 ore e 4/5 alunni con bisogni educativi speciali c’è poco da studiare a scuola. Spesso occorre fare le sentinelle, meglio il cane da guardia soprattutto negli istituti professionali. Non guardiamo ai licei o agli alunni che hanno chi li segue”.

Per Adriana, invece: “Io farei come in alcuni paesi tanto decantati del Nord Europa, niente compiti a casa, però a 11 anni si decide a scuola tutto il futuro dei bambini, le maestre scelgono scuole superiori e università e non si discute. Niente compiti ma anche niente discussioni sugli esiti di fine anno”.

Per Carmela: “Credo che i docenti dovrebbero sincerarsi che tutta la scolaresca comprenda le spiegazioni culturali prima di proseguire con nuovi argomenti Non basta finire il programma per essere un bravo insegnante”.

Giulia, invece, scrive: “Può andar bene alla primaria. Impensabile (per fortuna) in un liceo”.

Rossella, invece, ci va giù pesante: “A scuola ci sono insegnanti che percepiscono uno stipendio per insegnare, a casa dev’essere fatto solo un consolidamento. Ma ultimamente succede il contrario… Il problema è che non tutti hanno le possibilità di seguire i figli, molti genitori lavorano o magari ci sono genitori che non hanno studi a sufficienza x seguirli, tutto questo va a discapito dello studente in generale, dall’infanzia alle scuole di secondo grado”.

Per Laura: “Il vero lavoro deve essere fatto in classe, se la lezione del docente è stata più che esaustiva, i compiti a casa devono essere di consolidamento. Ma comunque i compiti a casa ci devono essere”.

Per Sara: “Effettivamente così dovrebbe essere, che poi qui vi siano difficoltà per classi con troppi studenti e mille altre cose è fuor di dubbio. Ma la scuola di ogni ordine e grado così dovrebbe funzionare”.

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