Meloni: “250 milioni di euro per coinvolgere 2000 scuole, esteso il tempo scuola, potenziato l’organico”

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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha delineato in una recente conferenza stampa il quadro delle misure e delle sfide poste dal Decreto Caivano, sottolineando con enfasi il ruolo cruciale dell’istruzione e della protezione dei minori.

L’incriminazione dei genitori che espongono i propri figli a riunioni mafiose o al confezionamento di droga è una delle chiavi del decreto. L’intento è chiaro: segnalare tali abusi al giudice minorile, che potrà intervenire fino a revocare la potestà genitoriale.

Un’altra tematica centrale riguarda la dispersione scolastica. Meloni ha sottolineato l’importanza dell’investimento previsto nell’Agenda Sud: 250 milioni di euro per coinvolgere 2000 scuole, estendendo l’orario pomeridiano, e potenziando risorse e organici. L’obiettivo è garantire l’obbligo scolastico in Italia, soprattutto alla luce della preoccupante dispersione riscontrata in alcune comunità, come quella islamica.

Un punto ulteriore di discussione, portato alla luce dal Ministro Roccella, riguarda l’età precoce in cui i bambini accedono ai contenuti pornografici: tra i 6 e i 7 anni. La pornografia distorce la percezione del sesso, creando immaginari dannosi, specie per la percezione del consenso femminile. La questione giuridica si complica quando si discute se un minore, influenzato da queste piattaforme, possa essere considerato responsabile o vittima nel replicare certi comportamenti.

Il Decreto Caivano introduce, dunque, norme sul Parental Control, un passo essenziale ma non definitivo. Meloni ha sottolineato la complessità dell’argomento, intersecantesi con temi di privacy e diritti digitali, sottolineando la necessità di un dialogo più ampio tra forze politiche, Governo e Parlamento.

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