Meglio i più giovani nei test preselettivi: tassi di successo inversamente proporzionali all’età dei candidati

di
ipsef

MIUR – Si sta concludendo, in modo del tutto regolare, la seconda giornata dei test preselettivi del concorso della scuola iniziata, come da programma, alle ore 9.

MIUR – Si sta concludendo, in modo del tutto regolare, la seconda giornata dei test preselettivi del concorso della scuola iniziata, come da programma, alle ore 9.

In attesa della conclusione della quarta ed ultima sessione, al termine della quale sarà possibile stilare un bilancio conclusivo di questi due giorni, sono disponibili alcuni dati pervenuti al Ministero dalle sedi di concorso. Tra i più rilevanti, quelli riferiti all’età degli ammessi, più bassa rispetto all’età media dell’intera platea dei candidati ai test preselettivi (38,4 anni).

Dalle cifre già elaborate emerge, infatti, che i tassi di maggiore successo sono stati registrati nei candidati con un’età compresa tra 25 e 26 anni e tra quelli con un’età compresa tra i 35 e 37 anni. Parallelamente, i tassi di successo decrescono nei test svolti da candidati con un’età dai 39 anni in poi. Candidati alla prova erano anche tre aspiranti docenti di 67 anni. Due di questi hanno svolto il test, senza però superarlo.

Altri esempi di quesiti sottoposti
In allegato al comunicato sono inviati alcuni quesiti, estrapolati dalla banca dati generale messa di disposizione – gratuitamente – di tutti i candidati per le esercitazioni e sulla base della quale sono stati elaborati i test. Tali quesiti dimostrano il carattere scientifico della prova, modellata sui criteri guida delle principali esperienze concorsuali nazionali ed internazionali, e la sua stessa accessibilità – sottolineata da una percentuale di ammessi che supera il 30% – a garanzia della funzionalità dell’intera procedura. Nonostante la selezione operata attraverso i test svolti ieri ed oggi infatti, le dimensioni del meccanismo concorsuale in atto rimarranno comunque consistenti anche per le prossime prove scritte ed orali. Per queste prove, che consentiranno di entrare nel merito della specifica valutazione professionale degli aspiranti docenti, il Ministero sarà infatti impegnato in uno sforzo, logistico ed organizzativo, ancora una volta non indifferente.

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