Meglio il 10 meritato o quello regalato…Lettera

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Inviato di Mario Bocola – A scuola gli alunni sono contenti e felici quando prendono il massimo dei voti, cioè dieci, ma lo sono ancora di più i genitori che spesso si “vantano” di avere davanti dei veri e propri geni.

Creare delle aspettative esagerate nei figli è un’arma molto pericolosa, quasi a doppio taglio, perché innescherebbe dei meccanismi di forte considerazione di sé e quasi a voler dimostrare agli altri “guarda come sono bravo: lo dicono anche mamma e papà.

Il 10 per essere vero, autentico deve essere conquistato con le proprie forze, deve essere meritato: insomma deve essere “sudato” dagli alunni, perché il 10 meritato fa assaporare meglio il valore della vittoria.

Il massimo dei voti deve essere un traguardo da raggiungere, un mezzo che lo spinge a fare sempre di più l’alunno a fare meglio e a dare il massimo delle sue potenzialità. Tuttavia assegnare un voto alto agli alunni li incita ad una competizione, ad una lotta tra pari e li sprona. Inoltre assegnare il massimo dei voti favorisce l’autostima nell’alunno.

L’alunno si sente galvanizzato, spronato, incitato e pronto per sempre migliori traguardi. Ma dietro questa “competizione” alla corsa del 10 c’è anche la famiglia, padri e madri, che pongono nel loro figlio delle aspirazioni che vanno oltre le loro reali potenzialità. Crescere con l’ambizione di essere il “più bravo”, il migliore, quello che vale di più può, col tempo e con la crescita dell’alunno, far maturare delle aspettative troppo grandi.

Sappiamo, però, che la vita pone i ragazzi di fronte ad aspettative che possono diventare realtà o essere delle cocenti delusioni. Insomma si assiste nella scuola ad una vera e propria lotta tra le famiglie sul massimo rendimento dei propri figli e i docenti che vengono, purtroppo a trovarsi tra l’incudine e il martello, ossia, tra gli alunni che aspirano al 10 e i genitori che li pretendono quasi a tutti i costi.

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