Di Meglio: Governo delegittima sindacati. Priorità stanziare risorse per merito docenti

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Per Rino Di Meglio, segretario generale delle Gilda, le prossime Rsu saranno una risposta forte e chiara a chi tenta di relegare in secondo piano il ruolo delle organizzazioni sindacali. Sullo slittamento del decreto: debolezza e incertezza nel Governo anche sulla stabilizzazione dei precari.

Per Rino Di Meglio, segretario generale delle Gilda, le prossime Rsu saranno una risposta forte e chiara a chi tenta di relegare in secondo piano il ruolo delle organizzazioni sindacali. Sullo slittamento del decreto: debolezza e incertezza nel Governo anche sulla stabilizzazione dei precari.

Alcuni suoi colleghi hanno parlato di protagonismo sindacale, ma i segnali che arrivano dal Governo sono ben diversi.

“E’ vero, il Governo sta attuando soprattutto nell’ultimo periodo continui tentativi di delegittimazione del ruolo dei sindacati, è sotto gli occhi di tutti. Ed è per questo che è importante partecipare alle prossime elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali, per dare una prova del fatto che i sindacati sono vivi, anzi vivissimi, e che svolgono compiti fondamentali per la scuola”.

Ecco, se dovesse sottolinearne uno…

“Per esempio in questo periodo i colleghi delle nostre sedi sono incolati al computer quasi per 24 ore al giorno nell’assistenza ai docenti che fanno domanda di mobilità. Soprattutto per i neoimmessi in ruolo la procedura è molto complessa e necessita di tempo e pazienza”.

Non dovrebbero farlo le segreterie delle scuole?

“Per carità, non voglio in alcun modo stigmatizzare l’operato delle nostre segreterie, che sono oberate di tantissimo lavoro, ma è importante sottolineare come i sindacati sostituiscano l’amministrazione pubblica in tante attività come le ricostruzioni di carriera, il Tfr, le domande di mobilità, come ho ricordato pocanzi”.

Quali priorità avete per i prossimi tre anni?

“Al primo posto c’è senz’altro la difesa del contratto vigente. Le assemblee dell’ultimo periodo ci hanno permesso di percepire la rabbia dei colleghi verso una Buona Scuola che non ha stanziato un solo euro per valorizzare il loro operato e rafforzare il potere d’acquisto dei loro salari”.

Per quanto riguarda la stabilizzazione del personale precario, invece, siete tranquilli? Le ultime indiscrezioni parlano di meno assunzioni da Gae e più posti al prossimo concorso.

“In verità arrivano ogni giorno informazioni contrastanti. Se ne parla da mesi, eppure non c’è ancora accordo sui numeri, su quali criteri adottare per definire il contingente da immettere in ruolo. Leggo anche questo dato come una prova della scarsa affidabilità del Governo su questi temi”.

Ne è prova anche lo slittamento della pubblicazione del primo decreto?

“E’ senza dubbio un segnale di debolezza e di incertezza. Temo che non riusciranno a mantenere molte delle promesse fatte, anche per quanto riguarda la stabilizzazione, ne resteranno fuori moltissimi”.

Su un altro piano, la sua organizzazione punta ancora all’unità con le altre?

“E’ chiaro che in questo momento siamo in competizione, ma una volta che i giochi saranno fatti ritengo si dovrà puntare senza mezzi termini all’unità sindacale”.

Il Governo con un atto unilaterale ha dimezzato le indennità sindacali. Pensate di potercela fare lo stesso a mantenere alta la partecipazione alla vostra attività?

“Continueremo come abbiamo fatto finora, cioè pagando di tasca nostra, almeno fino a quando non ci sarà un’inversione di tendenza. Spero che si tenga prima o poi conto del fatto che i bilanci dei sindacati sono già molto gravati da tutte quelle attività in cui essi suppliscono l’amministrazione, come spiegavo prima”.  

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