Maturità, stop alle solite domande degli insegnanti sulla disciplina. Lettera

di redazione
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Gianni Mereghetti – Ci siamo, la maturità 2018, l’ultima con la terza prova, è ai blocchi di partenza e per studenti e studentesse è una occasione più che mai importante per conquistare una stima nelle proprie capacità che sono cresciute in questi anni di scuola.

Questo è l’esame, una affascinante possibilità di essere se stessi, se invece se ne ha paura è perchè è rimasto vecchio nella concezione, nelle prove e nella mentalità.

Ci vuole da parte di tutti, voi come studenti e studentesse, noi come professori, il coraggio di farlo ridiventare quello che dovrebbe essere l’ultimo atto di un lungo percorso, non una nuova verifica di ciò che si è già più volte verificato, ma un contesto umano che si arricchisce con quello che uno comunica.

Proviamo a pensarlo e a viverlo così questo esame di stato, come incontro tra persone, giovani e adulti, che hanno bisogno gli uni degli altri per conoscere, cioè per capire che cosa c’entra con ognuno di loro il grande oceano del sapere.

Per questo parlate di voi stessi all’esame, di quello che avete conquistato, delle mete che avete raggiunto e parlatene con libertà, certi di aver molto da dare a noi insegnanti.  E tirateci un cazzotto se noi insegnanti vi facciamo le solite domande trite e ritrite della nostra disciplina, perchè il problema non è che sappiate delle cose, il problema è che ci siate voi in ciò che sapete!  Buon esame!

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