Maturità, requisiti d’ammissione. Prova Invalsi non lo sarà sino al 2020

di redazione
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L’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione, com’è noto, è stato novellato dalla Buona Scuola, presentando diverse novità, una delle quali non vedrà nemmeno la luce.

Requisiti ammissione esame

Questi i requisiti previsti dal D.Lgs. 62/2017, attuativo della legge 107/2015:

a) frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, fermo restando quanto previsto dall’articolo 14, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica del 22 giugno 2009, n. 122;
b) partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alla prova Invalsi;
c) svolgimento dell’attività di alternanza scuola-lavoro secondo quanto previsto dall’indirizzo di studio nel secondo biennio e nell’ultimo anno di corso;
d) aver conseguito la sufficienza (6) in tutte le discipline, fatta salva la possibilità per il Consiglio di classe di ammettere, con adeguata motivazione, chi ha un voto inferiore a sei in una disciplina (o in un gruppo di discipline).
e) aver conseguito la sufficienza in condotta.

Novità milleproroghe

I succitati requisiti, al momento, restano tutti escluso lo svolgimento della prova Invalsi (attendiamo che “fine” farà l’alternanza scuola-lavoro), come annunciato anche dall’onorevole e presidente della VII Commissione Cultura, Luigi Gallo (M5S), tramite un post su FB:

Con il decreto Milleproroghe abbiamo fatto slittare l’obbligo dei test Invalsi per l’accesso alla maturità al 2020, una delle tante follie introdotte dalla Buona Scuola di Renzi. Ora c’è da ripensare al sistema dei test con l’aiuto della comunità scientifica“.

Revisione test

Da quanto annunciato da Gallo si evince che i test, sino al 2020, non costituiranno requisito d’accesso all’esame, tuttavia dovrebbero essere svolti comunque, sebbene rivisti:

 ” Già nel 2014 una folta schiera di accademici di tutto il mondo ha scritto al direttore del programma per la valutazione internazionale degli studenti dell’OCSE, affermando di essere molto preoccupati per gli effetti che producono i test e le classifiche sui sistemi educativi di tutto il mondo. Questo allarme della comunità scientifica internazionale lo prendiamo molto sul serio e per questo affronteremo con attenzione il cambiamento necessario al sistema dei Test Invalsi nella scuola”.

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