Maturità, quando l’esame finisce in tribunale: storie di studenti che non si arrendono al voto della commissione

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La maturità si appresta a concludersi e presto le scuole pubblicheranno i voti finali. Mentre alcuni studenti festeggeranno, altri potrebbero rimanere delusi, e alcuni potrebbero persino decidere di fare ricorso al TAR per contestare un voto ritenuto ingiusto. Non è raro che l’esame di Stato passi dalle aule scolastiche a quelle dei tribunali, con esiti variabili.

Ecco alcuni dei casi più discussi degli ultimi anni.

Il caso di Roma e non solo

A Roma, una docente è stata accusata di aver aiutato gli studenti attaccandosi un foglio con le soluzioni sulla schiena durante la seconda prova. Due studentesse calabresi “illegittimamente bocciate” che hanno ottenuto una nuova valutazione. Uno studente genovese, invece, che ha vinto una lunga battaglia legale, ottenendo prima l’ammissione all’esame e poi il mantenimento del punteggio originale.

Il caso di Modena: una battaglia persa

Nel 2022, uno studente di Modena ha fatto ricorso al TAR per un voto di 64/100, ritenuto troppo basso. Nonostante il primo rifiuto del TAR, lo studente e la sua famiglia hanno portato il caso fino al Consiglio di Stato. Il giovane sosteneva che il colloquio orale, svolto durante la pandemia di Covid-19, fosse andato male a causa delle circostanze eccezionali. Tuttavia, sia il TAR che il Consiglio di Stato hanno respinto il ricorso, lasciando allo studente un ricordo amaro della sua Maturità.

Venezia: quando il tribunale promuove

Un caso opposto si è verificato a Venezia, sempre nel 2022. Uno studente bocciato con 54/100 ha fatto ricorso al TAR, chiedendo il minimo per la promozione (60/100). Il tribunale ha accolto il ricorso, promuovendo lo studente nonostante il giudizio negativo della commissione d’esame.

Il caso di Savona: una vittoria su più fronti

Più di dieci anni fa, una studentessa di Savona non ammessa all’esame ha presentato un ricorso urgente al TAR della Liguria. Non solo è riuscita a sostenere le prove, ma ha anche ottenuto il superamento dell’anno scolastico e dell’esame di Stato. Il tribunale ha riconosciuto una disparità di trattamento, assegnando alla studentessa i crediti mancanti e condannando la scuola al pagamento delle spese legali.

A Spadafora l’intera classe rifà gli orali

Un caso eclatante si è verificato a Spadafora, in provincia di Messina, dove l’intera classe è stata costretta a ripetere gli esami orali a seguito di presunte irregolarità segnalate dai genitori di una studentessa. Dopo le verifiche dell’ufficio scolastico, le prove orali sono state annullate e rifatte.

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