Maturità: qual è il compito del commissario interno. Lettera

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Gianni Mereghetti – Sono settimane drammatiche quelle che vive un commissario interno durante gli esami di stato, teso tra gli altri membri della commissione e i suoi studenti e le sue studentesse, in mezzo tra un tentativo di oggettività e la domanda di concludere gli esami al meglio.

Per stare dentro il vortice di questa tensione il commissario interno deve superare i due corni verso cui viene tirato, da una parte l’idea di una presunta oggettività dei criteri della commissione, dall’altra la richiesta insistente degli studenti di stare dalla loro parte.

Cadere in questa trappola, quella che ci si debba schierare, sancisce la fine del commissario interno, il suo diventar schiavo di una parte. Invece altra e’ la strada per essere commissario interno, è quella di fidarsi del fatto che un legame affettivo sia principio di conoscenza.

Qui sta la forza di un commissario interno, la sua certezza di conoscere gli studenti e le studentesse che vengono esaminati.

E mentre tutti pensano di saper giudicare studenti e studentesse grazie agli strumenti di valutazione che ci si dà, il commissario interno sa che lui conosce gli studenti e le studentesse da esaminare e questo per l’affezione che ha per ognuno di loro.

È una rivoluzione questa che sta avvenendo, il principio che hanno sempre voluto tener fuori dal meccanismo delle valutazioni si impone precipitosamente e ritocca il volto degli esami.

Ciò che permette di conoscere non è il distacco che rende tutto oggettivo, all’incontrario è l’affezione il fattore decisivo della conoscenza. Questo abilita il commissario interno, gli attribuisce la facoltà di conoscere ogni candidato o ogni candidata per il legame affettivo che ha con lui o con lei.

Il commissario interno è quello che sa chi sia ogni studente o ogni studentessa, il rapporto che vive glielo indica, ha così il compito non facile di difendere questa sua conoscenza dal sospetto che hanno gli altri commissari e il presidente.

Una responsabilità importante, in lui si ripone l’oggettività del giudizio dell’esame, quando è creduto si arriva incontestabilmente ad una valutazione giusta, per quello che si riesce, per quello che compete all’essere umano.

Versione stampabile
anief
soloformazione