Maturità per cinque anni non si tocca ma Invalsi e alternanza obbligatorie

di redazione
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“Per cinque anni non si tocca”, così il Ministro Fioramonti al suo esordio dopo l’incarico nel secondo Governo Conte si è espresso in riferimento agli esami di Stato della secondaria di II grado. 

Cosa non cambia nella Maturità 2020

Non cambierà dunque la nuova impostazione della prova di Italiano (7 tracce), la seconda prova mista, il colloquio orale in 4 parti, a partire dall’estrazione della busta.

Non verrà modificata l’attribuzione dei crediti del triennio scolastico.

Non verranno modificate le modalità di composizione delle commissioni (tre docenti esterni, tre interni).

Cosa potrà cambiare

Lo svolgimento della prova Invalsi e le attività di alternanza scuola lavoro potrebbero tornare ad essere vincolanti ai fini dell’ammissione all’esame di Stato.

Lo scorso anno infatti, con il Decreto Milleproroghe, l’obbligatorietà fu rimandata al 2020.

Requisiti d’accesso all’esame di maturità, a partire dal 2019/20 dovrebbero dunque essere:

a) frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato;

b) partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alla prova Invalsi;

c) svolgimento dell’attività di alternanza scuola-lavoro secondo quanto previsto dall’indirizzo di studio nel secondo biennio e nell’ultimo anno di corso;

d) aver conseguito la sufficienza (6) in tutte le discipline, fatta salva la possibilità per il Consiglio di classe di ammettere, con adeguata motivazione, chi ha un voto inferiore a sei in una disciplina (o in un gruppo di discipline che insieme esprimono un voto).

e) aver conseguito la sufficienza in condotta.

L’ammissione con l’insufficienza in una disciplina o gruppo di discipline, che insieme esprimono un solo voto, incide sull’attribuzione del credito scolastico.

L’insufficienza nella condotta determina, invece, la non ammissione all’esame.

Dovrebbe debuttare nel 2019 anche il Curriculum dello studente. Si tratta di un documento allegato al diploma rilasciato dalla scuola, previsto dalla Legge 107/2015 e dal conseguente decreto attuativo n. 62/2017.

Il documento riporta:

  • le discipline studiate
  • i livelli di apprendimento conseguiti nelle prove Invalsi (italiano, matematica e inglese)
  • la certificazione sulle abilità di comprensione e uso della lingua inglese.
  • le competenze, le conoscenze e le abilità anche professionali acquisite;
  • le attività culturali, artistiche, di pratiche musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extra scolastico;
  • le attività di alternanza scuola-lavoro;
  • altre eventuali certificazioni conseguite

Il modello di diploma e curriculum avrebbe dovuto essere elaborato dal Miur con apposito decreto ma poi lo scorso anno si derogò anche su questo. Quest’anno potrebbe essere l’anno buono per avviare in toto la riforma degli esami di Stato.

Sarebbe opportuno, dato che siamo all’esordio del nuovo anno scolastico, sapere se tali novità faranno parte o meno dell’esame di stato 2020.

La prova di Italiano è prevista per il 17 giugno 2020.

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