Maturità, mancano presidenti di Commissione: meno 10% nomine. Sindacati rompono col Ministero

di Ilenia Culurgioni

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Maturità 2020: mancano presidenti di commissione. Il Ministero dell’istruzione pubblicherà a breve un’ordinanza con la quale permetterà anche le nomine d’ufficio dei docenti non impegnati nello svolgimento degli Esami.

Le regioni con più difficoltà sono Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana.

Stamane si è svolta la riunione informativa con il Ministero dell’istruzione sull’imminente emanazione dell’ordinanza. Presente l’Associazione nazionale presidi. Il presidente Antonello Giannelli rassicura sullo svolgimento dell’esame, ma sottolinea l’urgenza di un intervento: “L’esame di Stato non è a rischio anche se è necessario intervenire con urgenza visto che, secondo i dati in possesso del Ministero dell’istruzione, mancano a livello nazionale un po’ meno del 10% delle nomine. La situazione è molto diversificata a livello regionale e l’Ordinanza fornirà ai Direttori degli Uffici scolastici regionali lo strumento normativo per provvedere alle nomine d’ufficio”. Sull’ipotesi di assegnare più commissioni allo stesso Presidente, Giannelli chiede che “non si ricorra a questa evenienza che rischia di aggravare eccessivamente la funzione dei Presidenti”. E conclude chiarendo che “i dati sulla partecipazione dei dirigenti scolastici del primo e del secondo ciclo sono del tutto in linea con quelli dello scorso anno. Questo conferma ancora una volta che i dirigenti scolastici si distinguono per l’altissimo senso di responsabilità e, quando devono garantire il servizio, sono pronti a farlo“.

Rottura Sindacati-Ministero

Alla riunione informativa di questa mattina non erano presenti le Organizzazioni sindacali che hanno indetto lo sciopero per lunedì 8 giugno.

In coerenza con la mobilitazione in campo che ci ha condotto alla proclamazione dello sciopero dell’8 giugno, le OO.SS in stato di agitazione hanno unitariamente comunicato all’amministrazione la non partecipazione all’incontro“, riferisce la FLC CGIL. “Consapevole della difficoltà di nomina dei presidenti di commissione nelle regioni dove più dolorosa si è manifestata l’epidemia da Covid-19, la FLC CGIL rammenta che sia l’OM 11/2020 che il protocollo di sicurezza già sottoscritto e operativo, contemplano opzioni diversificate in relazione alle diverse circostanze epidemiologiche e quindi è possibile prevedere che gli esami si svolgano a distanza laddove in relazione alle diverse condizioni ciò si renda necessario per garantire la sicurezza del personale e degli studenti“.

Sulla stessa linea il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, che afferma: “Noi stiamo preparando lo sciopero dell’8 giugno, quando si è in preparazione di uno sciopero non si va a fare riunioni di ordinaria amministrazione. Abbiamo comunicato al Ministero che non è neanche corretto convocare le Organizzazioni sindacali alla vigilia di uno sciopero generale. Siamo in una fase di conflitto al momento: dopo lo sciopero si vedrà. La nostra non è una commedia, stiamo facendo un’operazione vera. Il sindacato non può essere chiamato come Croce rossa perché mancano i presidenti di commissione agli Esami.  Noi – continua Turi – abbiamo firmato un accordo per svolgere gli esami in presenza e non ce lo rimangiamo, come invece ha fatto il governo con i sindacati I patti si rispettano, ma non possiamo essere chiamati al bisogno dell’Amministrazione” conclude.

Anche il segretario generale Snals, Elvira Serafini, spiega i motivi dell’assenza alla riunione informativa col Ministero: “La dgosv ci ha convocati per l’informazione su una nota predisposta per ovviare alla prevedibile carenza di presidenti per i prossimi esami di stato.

Avevamo cercato di far capire che gli esami in presenza avrebbero comportato enormi rischi per la sicurezza e problematiche straordinarie di gestione delle rinunce dei presidenti e delle assenze dei commissari. Siamo contrari a soluzioni intempestive e pasticciate  magari adottate in aperta violazione di norme di legge e inidonee a garantire adeguati livelli di qualità degli esami.

Aspettiamo segnali concreti da parte del Ministro, in grado di ristabilire corrette relazioni sindacali“, conclude Serafini.

Lo sciopero, si ricorda, è stato indetto dai sindacati FLCGIL, CISL, UIL, SNALS e GILDA con le seguenti motivazioni:

  • nessuna disponibilità rispetto alla richiesta di un potenziamento degli organici del personale docente e ATA
  • garantire il rigoroso rispetto del limite di 20 alunni per classe in caso di presenza di allievi con disabilità,
  • rivedere almeno nella presente emergenza i parametri per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche,
  • provvedere alla messa in sicurezza degli edifici,
  • promuovere modifiche normative che sottraggano i Dirigenti Scolastici da responsabilità improprie in merito alla manutenzione degli edifici, incrementare le risorse del FUN per la Dirigenza,
  • prevedere un concorso riservato agli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA.

La Commissione di Garanzia per gli scioperi ha nel frattempo chiesto la revoca dello sciopero dei sindacati per:

  • mancato rispetto del termine di preavviso (15 giorni)
  • mancato rispetto della regola di intervallo tra le azioni di sciopero. E’ infatti previsto lo sciopero nella giornata del 5 giugno proclamato dai Cobas per il comparto Istruzione e Ricerca.

Nonostante ciò, i Sindacati avrebbero comunque intenzione di proseguire con l’azione.

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