Maturità, lavoro enorme per gli insegnanti ma gli alunni sanno già di essere promossi. Lettera

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inviato da Libero Tassella – Si pensi a tutto il lavoro preparatorio e gratuito esorbitante dalle 40 ore che gli insegnanti delle classi quinte negli istituti superiori hanno dovuto svolgere e che stanno svolgendo, districandosi in riunioni e prove simulate per andare a realizzare questa nuova follia ministeriale che sono gli esami di Stato, che sono i nuovi esami voluti e imposti da Bussetti già da quest’anno.

In pratica si attuano le nuove disposizioni del vecchio governo in attuazione alla 107, quella legge che ha sconvolto la scuola naturalmente in peggio.

Dovevano invece riguardare gli studenti che ora iniziano la scuola secondaria di secondo grado, ma Bussetti aveva voglia di far parlare di sé.

Gli esami vanno sburocratizzati e completamente modificati, come più volte ho detto. Così come sono non hanno più senso neanche nel remake Fedeli-Bussetti.

Del resto gli stessi risultati finali degli esami lo stanno ogni anno a dimostrare, in pratica tutti promossi o quasi e quest’anno l’indicazione che il Miur che darà agli USR e questi ai Presidenti di commissione sarà di arrivare al 100% dei promossi per dimostrare che questa nuova procedura funziona.

Todos caballeros, promossi e felici. Insomma l’esame una volta di maturità ora dopo Luigi Berlinguer di Stato è ormai solo una sterile procedura formale, solo per dare valenza legale al titolo di studio, tutto il resto è noia, come nella famosa canzone di Califano, e i primi ad averne consapevolezza sono gli stessi esaminandi che già sanno di essere promossi.

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