Maturità, l’appello di un genitore: perché non si riforma l’Esame? Perché si è tornati al passato? Lettera

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Inviato da Katia Bondi – sono genitore di un ragazzo che quest’anno sosterrà, come molti altri studenti, l’esame di maturità.

In pratica sono una specie di nessuno, ma non quel Nessuno capace, mitologicamente parlando, di grandi imprese. Sono un ” nessuno” come tanti, appartenente ad una classe media di operai che, pur avendo la voglia e forse le capacità di farcela, non ha potuto proseguire gli studi universitari perché la famiglia non ha potuto sostenerne i costi. Sono sempre quel ” nessuno ” che senza aria di presunzione ne di convinzione unilaterale la vuole invitare a riflettere , o meglio, a ragionare anche su più fronti contemporaneamente.
Ho deciso di scriverle perché non voglio appartenere a quella categoria di genitori che predicano bene, ma razzolano male. Ci voglio provare. Voglio provare ad esprimerle il mio punto di vista perché insegno , sostengo ed incito da sempre mio figlio a farlo ; il confronto di idee, il dialogo, l’espressione delle proprie motivazioni (ho provato con l’esperienza diretta ed ho letto sui libri)sono i primi mezzi per migliorarci sempre, come persone , come cittadini, come lavoratori individuali e collettivi.
La storia ci insegna che non sempre è stato d’aiuto accettare passivamente poteri , leggi , atti governativi , anzi, insegna tutt’altro. Ci sono state persone che hanno lottato con ogni mezzo per migliorare la nostra società, a volte , anche pagandone il caro prezzo della vita. Docenti e molti genitori come me ricordano questo ai propri alunni e figli , ma non fanno nulla di più per migliorare il sistema o ciò che ritengono sorpassato oppure inadeguato.
In questi giorni seguo su internet le vicende delle associazioni dei ragazzi che protestano con striscioni, manifestazioni , occupazioni e comunicati contro il ritorno dell'”antico” esame di maturità e, se devo essere sincera, li capisco ed, ideologicamente, li sostengo perché pare che non abbiano altri mezzi per fare sentire la loro voce, le loro preoccupazioni i loro punti di vista e le loro richieste.
A giugno si tornerà ad un esame di maturità ” normale ” perché l’emergenza sanitaria si è conclusa.
Ah.
Quindi questo mi fa presupporre che Lei e tutta la task force dell’istruzione, capace , competente e studiosa ritenete in primis che il ” normale ” e ripristinato esame sia giusto ed onesto per valutare correttamente un maturando e, contemporaneamente, che il mondo cambia e ci cambia, si evolve, affronta sfide e problemi, ma alcune prese di posizione arcaiche, immotivazionali e inconcludenti devono rimanere immutate . Ma perché? Perché un ragazzo che sa che nel mondo del lavoro le conoscenze e le competenze sono cambiate, che sono sempre nuove e diverse deve concentrarsi, ad esempio, a ricordare a memoria formule, scritture e procedure che ogni programma di lavoro mette a disposizione sul computer ? Perché si deve dar più peso a delle prove ministeriali del momento, di quel preciso momento, invece che all’intero percorso di ciascun ragazzo? Perché tutti ripetono incessantemente che ” al centro della scuola, il focus, ci deve essere l’alunno ed invece i docenti si devono barcamenare in un mare di burocrazia da seguire, programmi assolutamente da terminare e nozioni assolutamente da inculcare ? Mio figlio ha avuto la fortuna di svolgere il PTCO e gli è stato affermato che nessuno sa tutte le leggi, decreti, normative e procedure a memoria. Sono richieste competenze quali la capacità di continuare ad imparare tutta la vita, la capacità di saper dove ricercare un’ informazione , legge , norma e procedura, il problem-solving, un’analisi critica del problema, la flessibilità e la capacità di lavorare in team. E soprattutto ti guardano. Guardano la persona che sei, i tuoi valori, l’educazione, la tua voglia di fare, il tuo entusiasmo.In molti posti di lavoro , le posso assicurare ministro, vanno oltre.
Ci sono ragazzi che studiano costantemente, che sanno rinunciare alle feste del sabato sera, a degli impegni sportivi e si alzano presto al mattino per ripassare. Hanno voglia di fare e farlo bene. Hanno sogni, progetti, ambizioni, ma capiscono che l’esame che tra qualche mese sosterranno non premierà l’impegno e la costanza e non potrà valutarli come persone MATURE.
A mio modesto parere, che, appunto, sono nessuno, ma un nessuno in democrazia, l’esame di MATURITÀ non rispecchiera’ ne’ la persona nella sua complessità ne’ sarà da stimolo per fare sempre meglio.
Come appunto le dicevo, le ho scritto per essere coerente con ciò che credo ed affermo.
Se una cosa è sempre stata così, non è detto che sia giusta. La scuola serve fondamentalmente a questo, a formare essere pensanti non imprigionati in stereotipi preconfezionati. Mi auguro per loro un esame non preconfezionato come le patatine, ma un sano alimento capace di dare sostanze nutrienti per una giusta crescita.

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