Maturità, la carica degli studenti-lavoratori: badanti, parrucchieri ed estetisti a caccia di una nuova opportunità

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Anche gli studenti del corso serale aspettano con trepidazione di poter sostenere l’esame di maturità. Sono lavoratori che hanno deciso di rimettersi in gioco e che adesso vedono il traguardo.

Su Il Corriere della Sera si racconta ad esempio dell’esperienza dell’Istituto tecnico economico Enrico Tosi di Busto Arsizio, una quarantina di studenti che fra pochi giorni concluderanno il loro ciclo di studi.

Sono impiegati, commessi, badanti, parrucchieri e così via, uomini e donne dai 19 e i 53 anni, soprattutto 20enni e 30enni, che hanno frequentato il corso per adulti.

Il quotidiano si focalizza su alcuni profili: Valentina Sgroi, 29 anni di Saronno, prova il suo orale di maturità. Aveva studiato grafica pubblicitaria al professionale, tre anni, ma non dà titolo di scuola superiore: poi ha lavorato, sempre in piccole realtà della zona. E senza troppa fortuna perché due hanno anche chiuso. È stata in un’autorimessa a fare la parte amministrativa ma ha imparato a montare e smontare gomme, ora ha un part time a tempo indeterminato presso un rivenditore di auto: “Dopo il diploma, passo direttamente a tempo pieno”.

“È vero che qui ognuno ha un percorso personalizzato dove vengono riconosciuti dei crediti per le esperienze esterne e il lavoro, ma alla fine le prove di maturità sono uguali a quelle della sezione diurna: non sappiamo chi verrà come presidente, i ragazzi devono sapere che bisogna studiare fino all’ultimo ed essere convincenti”, spiega Isabella Scalcia, che è la responsabile delle sezioni serali del Tosi, attive dal 2015.

“La materia più ostica è la storia con tutti gli avvenimenti che succedono”, sorride Marilena, 45 anni,  estetista e suo figlio Gianluca parrucchiere. Marilena e Gianluca vorrebbero entrambi cambiare vita, “ma sarà più facile per mio figlio, io ho già un’età”, non si fa illusioni lei. È difficile? “La memoria dopo tutti questi anni non è una cosa semplice”, anche Michela, 51 anni, da vent’anni fa l’operatrice sanitaria ed è stata convinta dal figlio Davide: “Ma ognuno a casa studia per conto suo”, precisa lui.

C’è anche la storia di Matteo Basso, 27 anni, vende carte Pokémon online: aveva 150 mila follower su TikTok e durante il Covid una fumetteria di Sulmona lo ha contattato. Ora ha un sito internet e un conto PayPal, lavora di notte, dalle 23 alle 4, ma “è una bolla, vorrei aprire un negozio vero proprio a Milano e continuare nel mondo del collezionismo in modo più serio”.

Ci sono molti studenti di origine straniera, come Shecira Florian, 33 anni, andava a scuola quando è rimasta incinta in terza superiore. Ora che il suo primo figlio Gabriel è in terza media, lei è tornata a studiare: “Perché ero brava, soprattutto in matematica. La cena per i bambini? La prepara mio marito e io vengo qui, di giorno faccio la badante, senza diploma… invece vorrei un lavoro in ufficio”.

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