Maturità, illustrato il tema storico-politico in vista della prima prova scritta d’italiano

Di
Stampa

Michela Tartaglia – Quinta puntata per la nostra guida alla prima prova scritta di italiano dell’esame di maturità, stavolta la traccia che andiamo a illustrare e quella per l’aambito storico-politico.

Michela Tartaglia – Quinta puntata per la nostra guida alla prima prova scritta di italiano dell’esame di maturità, stavolta la traccia che andiamo a illustrare e quella per l’aambito storico-politico.

DOCUMENTI
«Se mi si concede che il criterio rilevante per distinguere la destra e la sinistra è il diverso atteggiamento rispetto all’ideale dell’eguaglianza, e il criterio rilevante per distinguere l’ala moderata e quella estremista, tanto nella destra quanto nella sinistra, è il diverso atteggiamento rispetto alla libertà, si può ripartire schematicamente lo spettro in cui si collocano dottrine e movimenti politici, in queste quattro parti: a) all’estrema sinistra stanno i movimenti insieme egualitari e autoritari, di cui l’esempio storico più importante, tanto da essere diventato un’astratta categoria applicabile, ed effettivamente applicata, a periodi e situazioni storiche diverse è il giacobinismo; b) al centro-sinistra, dottrine e movimenti insieme egualitari e libertari, per i quali potremmo oggi usare l’espressione «socialismo liberale», per comprendervi tutti i partiti socialdemocratici, pur nelle loro diverse prassi politiche; c) al centro-destra, dottrine e movimenti insieme libertari e inegualitari, entro cui rientrano i partiti conservatori, che si distinguono dalle destre reazionarie per la loro fedeltà al metodo democratico, ma, rispetto all’ideale dell’eguaglianza, si attestano e si arrestano sull’eguaglianza di fronte alla legge, che implica unicamente il dovere da parte del giudice di applicare imparzialmente la legge; d) all’estrema destra, dottrine e movimenti antiliberali e antiegualitari, di cui credo sia superfluo indicare esempi storici ben noti come il fascismo e il nazismo.»
Norberto BOBBIO, Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica, Donzelli editore, Roma 1994

«Se destra e sinistra non esistono bisogna inventarle. Sembra questo il precetto cruciale della politica nei nostri giorni. Sia che si pensi in termini liberali che in termini illiberali. Nel primo senso infatti, il modello di riferimento è sempre di tipo bipolare. Laburisti e conservatori, democratici o repubblicani, gollisti o socialisti, liberaldemocratici o socialdemocratici: la struttura binaria della politica nelle liberaldemocrazie d’occidente sembra un dato acquisito. E dunque la scelta tra destrorsi o sinistrorsi, tra centro-destra e centro-sinistra è invocata come l’inevitabile evoluzione di ogni sistema. Ma anche il pensiero critico verso il modello liberale si è sempre svolto all’insegna dell’invocazione di un dualismo che ricalca i termini di destra e di sinistra. Il marxismo si fonda sulla lotta di classe e sulla contrapposizione tra proletariato e borghesia, capitalismo-socialismo o democrazia progressiva e regime reazionario. E rischia di rigenerarsi nel bipolarismo tra nord e sud del mondo, tra occidente e paesi poveri e proletari. Ma anche le dottrine del nazionalismo, della destra classica e non solo, si riconoscono lungo l’asse segnato da Schmitt nell’opposizione tra amico e nemico. La politica nasce a partire da quel conflitto. Da noi la matrice cattolica ha temperato entrambe le posizioni, marxista e nazionalista, ma ha anche temperato il bipolarismo liberale. Il «centro» come luogo di mediazione e di purificazione del conflitto, nasce da noi nell’ambito di una visione cattolica, ecumenica, fondata sull’et et e non sull’aut aut. Ma la secolarizzazione, la scristianizzazione della società italiana, conduce a due effetti opposti: la ripresa forte del bipolarismo tra destra e sinistra o la neutralizzazione della politica e dunque del conflitto, attraverso un nuovo luogo di mediazione e di depotenziamento delle categorie di destra e di sinistra. Questo nuovo luogo di spoliticizzazione è rappresentato dal centrismo pragmatico e tecnocratico. Attualmente la nostra democrazia è aperta ad entrambe le ipotesi.»
Marcello VENEZIANI, Sinistra e destra. Risposta a Norberto Bobbio, Vallecchi Editore, Firenze 1995

«Eppure, persino nel caso italiano, così frastagliato e frammentato, sarebbe possibile riconoscere, per chi fosse disposto a osservare le cose con un minimo di obiettività, le stesse divisioni valoriali che sono presenti in tante altre democrazie. Se destra e sinistra significano qualcosa, infatti, esse indicano posizioni diverse su due problemi: le libertà economiche e i diritti civili. Quanto al tema economico, la destra predilige normalmente la libertà rispetto alla eguaglianza e la sinistra l’eguaglianza rispetto alla libertà: la destra è, in materia economica, più «liberale» e la sinistra più «socialista». In tema di diritti civili, invece, le parti si invertono: la sinistra è più «libertaria» (si tratti di matrimoni fra omosessuali o di concessioni di diritti agli immigrati) e la destra è più «tradizionalista». Questa divisione fra una destra liberale e tradizionalista e una sinistra socialista e libertaria la si ritrova ovunque nel mondo occidentale. Variamente declinata a seconda delle specificità storiche di ciascun Paese.»
Angelo PANEBIANCO, Le ragioni degli altri, “Corriere della Sera” – 17 aprile 2011
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

Tipologia B. Saggio breve o articolo di giornale.
Ambito storico-politico: Destra e Sinistra
I documenti presentati sono tre esempi di “appartenenza” alla destra e alla sinistra, Veneziale e Bobbio; Angelo Panebianco, pur non di destra, non può essere liquidato neppure come uomo delle sinistre.
L’argomento è interessante, molto teorico nelle parole del filosofo Bobbio, che schematizza così: nettamente distinte le due parti politiche rispetto ad alcuni aspetti fondamentali, il concetto di uguaglianza e quello di libertà: 1 – all’estrema sinistra appartengono gli atteggiamenti libertari-egualitari sfociati nel giacobinismo. 2 – Il centrosinistra si caratterizza per atteggiamenti e dottrine egualitari e liberali, il socialismo liberale e la socialdemocrazia. 3 – Il centro-destra ha dottrine e movimenti libertari e inegualitari, i partiti sono conservatori, fedeli al metodo democratico dell’eguaglianza di fronte alla legge, “che implica unicamente il dovere da parte del giudice di applicare imparzialmente la legge.” 4 – L’estrema destra ha dottrine e movimenti antiliberali e antiegualitari, con gli esempi storici ben noti come il fascismo e il nazismo.
Notevole è l’impostazione data all’argomento da Marcello Veneziani: un dualismo costante nella storia delle società e dei popoli: amico-nemico, guelfi-ghibellini, liberali-conservatori, nord-sud del mondo, padani-meridionali e via proseguendo. La presenza della Chiesa in Italia ha moderato questa contrapposizione da aut aut, spostandola spesso sul compromesso et et. Questo si evince dalla lunga durata della Democrazia Cristiana, che era moderata e centrista, con aperture nelle sue componenti sia a destra che a sinistra. La secolarizzazione della società ha messo in ombra potere e carisma della Chiesa, per cui dagli anni ’90 è riesploso il fenomeno del dualismo acceso e combattivo, destra-sinistra. Ora i partiti sono chiaramente in crisi, la contrapposizione frontale ha stancato i cittadini e assistiamo a qualcosa che potrebbe essere una tregua o un nuovo inizio: il governo dei tecnocrati e degli economisti.
Angelo Panebianco vede analogie precise delle nostre Destra e Sinistra con quelle di altri stati: dottrine economiche e diritti civili i campi in cui le due parti si distinguono. Sull’economia, la destra predilige la libertà, la sinistra l’uguaglianza; in materia civile, le parti si invertono e la sinistra è più libertaria della destra, per esempio sui diritti degli omosessuali e degli immigrati, là dove la destra è più conservatrice. Nel mondo occidentale queste caratteristiche sono presenti ovunque, compresa l’Italia.
A conclusione: costaterete che il tema si è ridotto a parafrasare i tre interessanti documenti offerti, con discreto uso dell’evidenziatore e la schematizzazione ulteriore di ragionamenti già schematizzati. Suggerimento? Se volete scrivere un tema più ricco d’informazioni culturali e personali…scegliete un’altra traccia: saggio o articolo di giornale, ripetereste solo le parole e i concetti dei tre documenti.

Articolo concesso dall’autrice, originale

Stampa

Graduatorie terza fascia ATA: incrementa il punteggio con le offerte Mnemosine, Ente accreditato Miur