Maturità, i più bravi stanno al Sud; dati Ocse dicono il contrario

di Elisabetta Tonni
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Per il voto finale ottenuto alla maturità, il Sud sforna gli studenti migliori e più preparati. Stando alle prove Invalsi, invece, al voto assegnato non corrisponde cotanta preparazione.

A mettere in risalto la contraddizione è un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore secondo il quale gli esiti delle prove standardizzate distribuite da organizzazioni internazionali come Ocse e Iea sono di segno opposto rispetto agli esiti della maturità 2018.

A ridosso dell’ultima uscita dei quadri per i diplomati di quest’anno aveva fatto notizia proprio il boom di voti massimi registrati nel Sud, in particolare Puglia, Calabria e Campania, rispetto a quelli ottenuti dagli studenti di Veneto, Piemonte e Lombardia.

Non si tratta però di puro campanilismo

Il quotidiano milanese punta sui risvolti futuri di questa distorsione. Ne fa una questione pratica e una filosofica. Nel primo caso, il quotidiano economico fa notare come il voto possa influire sulla carriera lavorativa, specie se legata a concorsi pubblici, dello studente valutato più diligente del dovuto. Nel secondo caso, evidenzia come ottenere un voto alto studiando poco possa inibire la spinta dello stesso studente all’approfondimento e al sapere.

A scanso di equivoci, il Sole 24 Ore non punta il dito né sugli studenti, né sui professori troppo larghi di manica. Punta il dito sulla disomogeneità del sistema scolastico e sulla differenza marcata nei criteri di valutazione a livello territoriale.

Il condizionamento sugli studi e sul lavoro

Il ragionamento porta a una considerazione drammatica: il Sud è il territorio dove si producono i risultati peggiori e invece ci si crede più bravi, innescando una spirale al ribasso. E peggio ancora sarà quando – come ricorda ancora il Sole 24 Ore – si arriverà ad avere una valutazione Invalsi sempre più distinta e di minor peso rispetto alla valutazione dell’esame di maturità destinato ad influire maggiormente (a prescindere dalla sua corrispondenza con le reali competenze) sulla carriera universitaria e lavorativa dello studente.

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