Maturità “decapitata” dal Coronavirus studenti perdono una fondamentale esperienza di vita. Lettera

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Inviato da Luigi Maria Mormone – Tra pochi giorni, mezzo milione di studenti sosterrà l’Esame di Maturità, al termine di un anno flagellato dall’emergenza Coronavirus.

Il Covid 19 ha costretto il Governo a “decapitare” quest’esame così importante, tagliando le due prove scritte e riducendo il finale di un percorso quinquennale al colloquio “in presenza” (ma preparato “a distanza”). Una decisione dolorosa ma necessaria, viste le conseguenze in molti casi tragiche, la quale tuttavia priva gli studenti di una fondamentale esperienza di vita, oltre che di gran parte di quell’adrenalina con cui si affronta la Maturità.

Ormai 16 anni fa, ho affrontato l’Esame di Stato semplicemente con la mentalità di chi va a giocare un Mondiale di calcio. 30 giorni (ovvero l’intero mese di giugno) vissuti senza paura, con tanto studio (ma orgogliosamente senza nottate sui libri) e grande voglia di “vincere”, ovvero raggiungere quel traguardo così fortemente voluto quando decisi di frequentare il liceo classico.

Le 4 prove (all’epoca c’erano 3 scritti) erano le “partite” da affrontare. Il tema di Italiano (scelsi di cimentarmi nel saggio breve sull’amicizia), la prova di Greco (versione di Platone) e la terza prova (oggi abolita ma che all’epoca era costituita da 10 domande a risposta aperta, divise tra Latino, Filosofia, Inglese, Fisica e Storia dell’Arte) rappresentarono idealmente ottavi, quarti e semifinale di quel meraviglioso “torneo”. Come ogni partita dei Mondiali, ogni prova era accompagnata da grande attesa da parte di tutto il gruppo classe (memorabili, ad esempio, i “pronostici” sulle domande che sarebbero uscite nella terza prova, rigorosamente fatti a telefono o sms, vista l’assenza totale degli attuali social). Una storia tutta sua è infine la prova orale, l’interrogazione più lunga della nostra vita (e unica prova che verrà sostenuta quest’anno).

Quella Maturità, per uno come me che pian piano stava scacciando le incertezze, ha rappresentato un punto di svolta, aiutandomi poi ad affrontare con la stessa mentalità ciò che sarebbe accaduto in futuro (sia le cose belle che quelle brutte). Ecco, io e tante altre persone possiamo raccontare una storia simile. Ma chi potrà “risarcire” gli attuali maturandi per un esame ridotto solo al colloquio orale?

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