Maturità, Cspi e studenti inducono il Ministro a cambiare qualcosa. Anief: bisogna eliminare i due scritti

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Anief – Le critiche del Cspi sulla maturità scelta dal Ministero la prossima estate non sono passate inosservate agli occhi dell’amministrazione centrale: anche se le tre prove, due scritti e l’orale, sono confermate, a viale Trastevere si sta lavorando per far pesare di più nel voto finale del maturando le medie degli ultimi tre anni.

A incidere sul cambio di percentuale, che secondo il Corriere della Sera potrebbe alla fine essere salomonicamente posto al 50%, come il totale delle prove svolte, sono state anche le richieste fatte dalle Consulte degli studenti martedì scorso al ministro Patrizio Bianchi.

“Ha fatto bene il ministro ad ascoltare gli studenti, ma doveva cancellare anche gli scritti – commenta oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, intervistato dalla radio Italia Stampa – perché non sono affatto esagerate: la scuola italiana ancora oggi vive una situazione di emergenza, con troppi alunni, uno su sei, che continuano a seguire le lezioni a distanza. Non è giusto in questo momento portare gli studenti a confrontarsi con le vecchie regole: rimaniamo dunque convinti, come il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, che bisogna prorogare le modalità di svolgimento dell’esame che sono state decise durante la pandemia. Non si può resettare tutto, ignorando quanto accaduto nell’ultimo biennio”, conclude Pacifico.

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