Maturità, Anief: piano B, se aumentano contagi esami a distanza

di redazione

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Anief – L’intervento avviene dopo le richieste di Anief. Sull’esame di Stato non è detta ancora l’ultima parola: a farlo intendere è stata la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, nell’illustrare l’ordinanza sugli Esami di Stato del secondo ciclo della scuola superiore.

Nell’eventualità che la situazione sanitaria possa peggiorare prima delle prove, la titolare del MI ha spiegato che l’intenzione è quella di adottare la modalità in video conferenza.

Anief è d’accordo con la ministra. Il documento realizzato dal Comitato tecnico scientifico presenta alcune criticità che abbiamo già evidenziato: ribadiamo che le prove di maturità devono essere svolte in presenza solo in caso di effettiva salvaguardia della salute di lavoratori e alunni. “Qualora non vi siano le condizioni di assoluta sicurezza – spiega il presidente nazionale Marcello Pacifico – è bene che la prova unica si realizzi in modalità telematica, come la ministra dell’Istruzione ha bene evidenziato”.

L’esame di Stato del secondo ciclo non è sicuro che possa svolgersi in presenza: tutto dipenderà da come si evolverà la situazione del Coronavirus, anche con differenze a livello geografico. “Faremo un monitoraggio costante – ha detto la ministra dell’Istruzione – e abbiamo già previsto nell’ordinanza un piano B nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare. In quel caso gli esami si svolgeranno a distanza, in videoconferenza. Io sono assolutamente certa che avremo tutti i presidenti di commissione al loro posto per fare gli esami di Stato”.

Anief concorda con la posizione evidenziata dalla ministra Lucia Azzolina, come del resto indicato nel Documento sullo svolgimento della maturità in sicurezza trasmesso al ministero dell’Istruzione dal Comitato Tecnico Scientifico: nel documento si spiega, infatti, che sull’organizzazione degli esami di Stato del secondo ciclo d’istruzione “le decisioni dovranno essere preventivamente analizzate in base all’evoluzione della dinamica epidemiologica (con riferimento ai dati ISS) anche tenuto conto delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”. Inoltre, sempre il Cts ha scritto che le indicazioni imposte dall’Oms “prevedono che il rilascio di misure di contenimento sia progressivo e complessivamente (non per singolo setore) valutato dopo almeno 14 giorni prima di ogni ulteriore allentamento”.

A questo proposito, Anief ricorda che le misure che andrà ad adottare il ministero dell’Istruzione per lo svolgimento degli esami devono in modo prioritario tutelare i diritti di tutti i soggetti interessati: studenti, docenti e personale tutto. Gli esami di stato in presenza devono essere svolti all’insegna della salvaguardia effettiva della salute di lavoratori e alunni. Qualora queste vengano meno, per noi la soluzione a distanza, già praticata con successo in ambito universitario, rimane l’unica praticabile: mettere a repentaglio la salute sarebbe decisamente incauto.

L’Italia sta riaprendo, ma bisogna stare attenti alle scuola perché non è un ufficio pubblico come gli altri, fermo restando che mai e poi mai la didattica a distanza potrà sostituire quella in presenza. In fondo, insieme al diritto all’istruzione c’è quella all’educazione.

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