Maturità 2024, i consigli dell’esperta per l’orale: salutare la commissione, sorridere, curare la postura e non abbassare mai lo sguardo”

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esame di stato maturità

Con le prove scritte della maturità in partenza il 19 giugno, la maturità 2024 si apre a tutti gli effetti. La prova di italiana e quelle di indirizzo sono ostiche ma poi c’è l’orale. E anche lì non sarà facile per gli studenti. Mariangela Calia, attrice e docente di dizione e public speaking, a La Repubblica fornisce alcuni consigli utili.

Il primo consiglio forse è il più banale: “una buona preparazione è la base per acquisire una maggiore sicurezza” alla prova orale.

La prima regola, spiega l’esperta, è salutare la commissione: “Prima di entrare in aula, tre bei respiri, possibilmente usando il diaframma. Bisogna ricordarsi sempre che l’ansia in sé non è negativa. Ansia e adrenalina portano a maggiore concentrazione. Ma vanno dominate”. Poi è importante salutare correttamente la commissione. Non va bene stringere la mano, troppo informale, ma è giusto augurare buongiorno con un sorriso. “Il saluto indica una modalità colloquiale e non piramidale di interfacciarci con chi ci deve esaminare. È come dire: in questo momento non sono un vostro discente, sono esperto di quello che sto per comunicarvi. È un modo di mostrare fiducia in se stessi e sicurezza in quello che si andrà a esporre”.

Attenzione alla postura: “Mai stare ricurvi su se stessi – prosegue Calia – Bisogna avere sempre le spalle aperte. Le gambe vanno tenute parallele, non accavallate. I gesti devono accompagnare il discorso in modo composto e lieve. Sorridere va bene, ma sempre in relazione con quanto si sta dicendo. Mai sorridere in maniera nervosa”. E poi, guardare sempre negli occhi gli insegnanti: “Non abbassare mai lo sguardo, non disperderlo mai lateralmente, in alto o in basso”.

Inoltre, secondo Calia, bisogna evitare di parlare velocemente: “la comunicazione deve essere chiara, lenta ed espressiva. Parlare più lentamente consente di spiegare, di raccontare, e non semplicemente di ripetere. Così si dimostra la propria padronanza dell’argomento. Una padronanza che si raggiunge a casa, ripetendo ad alta voce più volte, possibilmente a persone diverse. In questo modo si metabolizza la materia e si può esporla in modo colloquiale, dimostrando di essere esperti e non semplici ripetitori”.

Potrebbe capitare l’incubo di tutti: la scena muta dopo una domanda alla quale non si sa rispondere. Che fare? Per prima cosa respirare e non perdere mai il contatto oculare con chi sta ascoltando. Poi si può provare a prendere tempo (può ripetermi la domanda?) per raccogliere le idee. Ma mai restare in silenzio. “Se non si riesce a rispondere subito in modo puntuale – prosegue Calia – bisogna pensare a tutti i possibili collegamenti a quell’argomento, cominciando a parlare di temi inerenti. Così, lentamente, il cervello andrà a ricordarsi qualcosa. L’importante è non dare mai alla commissione l’impressione di non avere idea della risposta. Mai rimanere muti, bisogna comunque rispondere, portando la commissione dalla propria parte”.

Non bisogna dimenticare i saluti finali: “E a quel punto va anche bene stringere la mano ai commissari – conclude Calia – ma si può pure rivolgere un semplice saluto: arrivederci e grazie per l’attenzione”.

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