Maturità 2023: verso il ritorno alla commissione con tre docenti interni e tre esterni. I criteri di nomina e tutte le “vecchie” novità

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Maturità 2023: l’esame di Stato della scuola secondaria di II grado che annualmente interessa circa 500.000 candidati potrebbe ritornare alla versione pre pandemia, tenendo conto di alcuni aspetti ancora problematici e dando quanta più importanza possibile al colloquio multidisciplinare incentrato sulla valorizzazione delle competenze.

E’ un nuovo argomento di cui ha cominciato a parlare oggi il Ministro dell’Istruzione e del Merito e che da qui a qualche settimana dovrà trasformarsi in una circolare che dia indicazione alle scuole su modalità e tempistiche previste.

Il ritorno al Decreto Legislativo 62/2017

Ossia a quella riforma dell’Esame di Stato che, messo in atto dal 2018/19, era ancora in fase di rodaggio prima di essere bruscamente interrotta dai 3 anni di pandemia.

Due prove scritte e una orale

Dunque per l’esame 2023 si tornerà  – stando alle prime anticipazioni del Ministro – alle due prove scritte  di Italiano e disciplina caratterizzante inviate dal Ministero (ci sono già state lo scorso anno, ma con la particolarità della seconda prova preparata dai docenti di istituto) e colloquio multidisciplinare su argomento proposto dalla commissione.

La famosa busta – da estrarre a sorte per lo svolgimento del colloquio – era già stata eliminata dall’esame dell’anno scolastico 2019/20, se si fosse svolto a pieno regime. L’allora Ministro dell’istruzione Fioramonti infatti era già intervenuto in merito, avvertendo con grande sensibilità le criticità che erano derivate da quella scelta e lo aveva spiegato con apposito comunicato “È stato eliminato il sorteggio tra le tre buste chiuse contenenti i materiali (testi, documenti, esperienze, progetti e problemi) che il Presidente della Commissione proponeva ai candidati. Il colloquio partirà, comunque, dall’analisi da parte dello studente dei materiali preparati dalla Commissione d’esame in un’apposita sessione di lavoro e proposti dal Presidente. Non sarà più il sorteggio a determinare la scelta dei materiali da somministrare a ciascun candidato per l’analisi che costituisce l’avvio del colloquio.”

Tema storico nella prova di Italiano

Sarebbe invece tornato obbligatorio, se l’esame 2019/20 si fosse svolto in maniera regolare, proporre una traccia di argomento storico  in una delle tre tracce della “tipologia B”, il tema argomentativo.

PCTO e Invalsi

E se per escludere il completamento delle ore di PCTO dai requisiti di ammissione si attende il varo definitivo del Decreto Milleproroghe (nei due anni precedenti gli studenti potrebbero non aver avuto la possibilità di svolgere le attività), potrebbe invece tornare obbligatoria la partecipazione alla prova Invalsi, le cui date sono già state stabilite.

Le prove si svolgeranno con certezza, ma sulla partecipazione obbligatoria come requisito di ammissione all’Esame ci sentiamo di avanzare qualche cautela. Ne abbiamo parlato in Maturità 2023, svolgimento prova Invalsi obbligatorio per ammissione agli Esami? Non è scontato, cosa sappiamo

I crediti

Ritorno al passato potrebbe significare anche ritorno alla tabella A di attribuzione del credito, quei famosi 40 + 60 che già all’indomani della stesura avevano suscitato qualche perplessità per il poco spazio concesso al percorso scolastico. Un punto sul quale le associazioni degli studenti chiedono al Ministro una riflessione comune.

La commissione mista

E infine, parliamo della composizione della commissione. Anello portante di tutta la macchina dell’Esame di Stato, piccola comunità con grande responsabilità.

Gli ultimi tre anni scolastici sono stati caratterizzati dalla commissione con soli docenti interni e Presidente esterno.

Per l’esame 2022/23 si tornerà alla commissione mista, con tre docenti interni e tre esterni? Assicurata comunque la presenza del Presidente esterno.

In base al Decreto Legislativo 62/2017 i commissari esterni e il presidente sono nominati dall’USR competente per territorio.

Commissioni Maturità: elenchi presidenti

Presso ogni Ufficio scolastico regionale è istituito un elenco regionale dei presidenti di commissione.

Le domande di inserimento nell’elenco sono presentate secondo la modalità e la tempistica definite con nota del Ministero.

Commissioni Maturità: criteri nomina

I Commissari esterni sono nominati, tenuto conto del decreto relativo alla scelta delle discipline affidate ai commissari esterni.

Le nomine avvengono in base al seguente ordine di precedenza:

a) docenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato di istituti statali di istruzione secondaria di secondo grado che insegnano – nell’ordine – nelle classi terminali e nelle classi non terminali;
b) docenti con rapporto di lavoro a tempo determinato fino al termine dell’anno scolastico di istituti statali d’istruzione secondaria di secondo grado che insegnano – nell’ordine –  nelle classi terminali e nelle classi non terminali;
c) docenti con rapporto di lavoro a tempo determinato sino al termine dell’attività didattica di istituti statali d’istruzione secondaria di secondo grado che insegnano – nell’ordine – nelle classi terminali e nelle classi non terminali;
d) docenti di istituti statali di istruzione secondaria di secondo grado collocati a riposo da non più di tre anni scolastici, in considerazione dell’abilitazione posseduta,  qualora, al fine di assicurare la regolare costituzione e il funzionamento delle commissioni, dopo che siano stati nominati gli aventi titolo di cui alle lettere a), b), c), rimangano ancora delle nomine da effettuare;
e) docenti che, negli ultimi tre anni, abbiano prestato effettivo servizio almeno per un anno, con rapporto di lavoro a tempo determinato sino al termine dell’anno scolastico o fino al termine delle attività didattiche, in istituti statali d’istruzione secondaria di secondo grado e siano in possesso di abilitazione   all’insegnamento  di  discipline  comprese nelle classi di concorso afferenti ai programmi d’insegnamento dell’ultimo anno dei corsi della scuola secondaria di secondo grado.

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