Maturità 2023: un orientamento da interpretare. Lettera

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Inviata da Enrico Maranzana – Il ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, ha anticipato un aspetto delle disposizioni sull’esame di Stato 2023: “Verificare la capacità di fare collegamenti tra le materie”.

Da una prima, affrettata lettura potrebbe emergere la disattenzione per le semplificazioni che stanno all’origine delle discipline [Thomas Samuel Kuhn]. Nella presente riflessione il termine “materie” è sostituito dalla parola “discipline”: le materie sono selezioni di argomenti che sostanziano i programmi scolastici, selezione operata in uno o più campi disciplinari.

Il sole, i fiori, gli animali … sono “cose del mondo”, si riferiscono alle entità e ai fenomeni che esistono nella realtà fisica, indipendentemente dall’uomo e dalle sue attività di conoscenza. L’uomo, quando le “osserva”, proietta su di esse una propria esigenza: ne seleziona gli aspetti che ritiene utili, generando un modello che, come noto, è una rappresentazione semplificata della realtà.
Si pensi a come osservano una mucca un allevatore, un nutrizionista, un etologo, un veterinario …

Al variare delle problematiche variano i modelli: un “oggetto” di una disciplina ha natura diversa da un oggetto di un’altra disciplina, essendo costruiti per soddisfare esigenze diverse.

Le discipline, infatti, sono campi di studio o settori della conoscenza umana che si occupano di un particolare aspetto della realtà.
Ne consegue la differenza sostanziale degli oggetti delle diverse discipline, da cui la loro diretta incomparabilità e interrelazione.

E’ auspicabile che l’interpretazione da parte delle commissioni d’esame dei sostantivo “collegamento” conduca alla ricerca di problemi la cui soluzione avviene con il contributo di oggetti di discipline diverse o delle differenze e delle uniformità dei “metodi d’indagine propri dei diversi ambiti disciplinari”.

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