Maturità 2023, i requisiti di ammissione per i candidati esterni

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Il 21 giugno la prima prova scritta dell’esame di maturità 2023. Sarà un ritorno al passato con commissioni miste, due prova scritte su base nazionale e un colloquio orale. Anche la partecipazione alle prove Invalsi tornerà a essere requisito di ammissione. Nell’ordinanza ministeriale n. 45 sono elencati i requisiti di ammissione all’esame.

All’articolo 4 i requisiti per i candidati esterni.

L’ammissione dei candidati esterni è subordinata al superamento in presenza degli esami preliminari.

Sono ammessi all’esame di Stato, in qualità di candidati esterni, coloro che:
a) compiono il diciannovesimo anno di età entro l’anno solare in cui si svolge l’esame e dimostrano di aver adempiuto all’obbligo di istruzione;
b) sono in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado da un numero di anni almeno pari a quello della durata del corso prescelto, indipendentemente dall’età;
c) sono in possesso di titolo conseguito al termine di un corso di studio di istruzione secondaria di secondo grado di durata almeno quadriennale del previgente ordinamento ovvero del vigente ordinamento o sono in possesso del diploma professionale di tecnico di cui all’art. 15 del d. lgs. 226/2005;
d) hanno cessato la frequenza dell’ultimo anno di corso prima del 15 marzo 2023.

Gli studenti delle classi antecedenti l’ultima che soddisfano i requisiti di cui al comma 2, lettere a) o b), e intendono partecipare all’esame di Stato in qualità di candidati esterni, devono aver cessato la frequenza prima del 15 marzo 2023.

L’ammissione dei candidati esterni all’esame di Stato è disposta anche in mancanza del requisito relativo ai PCTO.

I candidati esterni sostengono l’esame di Stato sui percorsi del vigente ordinamento. Non è prevista l’ammissione dei candidati esterni all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione:
a) nell’ambito dei corsi quadriennali, nei percorsi di istruzione di secondo livello per adulti e negli indirizzi di cui all’art. 3, comma 2, del d.P.R. 15 marzo 2010, n. 89, non ancora regolamentati;
b) nelle sezioni funzionanti presso istituti statali e paritari presso i quali sono attuati i percorsi di cui ai decreti EsaBac ed EsaBac techno;
c) nelle Province autonome di Trento e Bolzano, con riferimento all’esame di Stato collegato al corso annuale previsto dall’art. 15, comma 6, del d. lgs. 226/2005, e recepito dalle Intese stipulate tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e le Province autonome, a eccezione di coloro che, dopo aver frequentato il corso annuale, siano già stati ammessi all’esame di Stato, ma non lo abbiano superato. L’ammissione di tali candidati è in ogni caso subordinata al superamento dell’esame preliminare.

Non è consentito ripetere l’esame di Stato già sostenuto con esito positivo per la stessa tipologia o indirizzo, articolazione, opzione. Negli istituti professionali di nuovo ordinamento, ai candidati già in possesso di un diploma del previgente ordinamento è consentito svolgere l’esame di Stato nello stesso indirizzo solo nel caso in cui il percorso di nuovo ordinamento si differenzi dall’articolazione od opzione di cui posseggono già il diploma con riferimento al quadro orario degli insegnamenti impartiti e/o al codice ATECO e/o al codice NUP di cui alla “Nomenclatura e classificazione delle
Unità Professionali (NUP)” che caratterizzano il percorso.

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