Maturità 2023, gli studenti alluvionati chiedono di avere in commissione solo i loro insegnanti

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Dopo l’alluvione delle scorse settimane in Emilia Romagna si cerca di riparare i danni e chiudere come meglio si può l’anno scolastico. Gli studenti del Ballardini-Torricelli di Faenza hanno lanciato una petizione affinché sia concessa una commissione interamente interna per le scuole superiori delle province di Ravenna e Forlì Cesena colpite dall’alluvione.

Infatti, si legge su La Repubblica, rappresentanti del polo liceale di Faenza hanno scritto una lettera al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e stanno raccogliendo firme in questa piattaforma, per ora sono oltre cento.

Quello che è successo nella nostra provincia in questi giorni ha del drammatico, la situazione, come immaginiamo sappiate, è molto grave. Molti nostri compagni hanno perso tutto. Alcuni non hanno più la casa dove sono cresciuti (distrutte dall’acqua, dal fango o dalle frane), alcune case non saranno mai più agibili, perché la furia dell’acqua ne ha irrimediabilmente corroso le fondamenta. Molti non hanno più la scrivania, nella quale per 5 anni hanno studiato. Essa giace probabilmente buttata nelle cataste di mobili a lato delle strade dalle mani dei loro stessi compagni” scrivono in apertura i ragazzi.

Questo è un trauma collettivo: anche chi è rimasto intoccato capisce bene la portata del disastro – scrivono – Tutti i ragazzi delle nostre città hanno infatti passato le ultime settimane ad aiutare i loro parenti, amici o vicini a svuotare, pulire o tentare di salvare qualcosa delle loro case. Tanti non hanno più i libri di scuola, i quaderni e i raccoglitori dove per 5 anni hanno preso appunti durante le lezione e non hanno neanche più le scrivanie sulle quali hanno studiato. Qualcuno non lo vedremo più a scuola, noi di quinta. Per chi abita nei piccoli paesi o in case isolate, sui colli dell’Appennino, è impossibile raggiungere le scuole perché le strade sono piene di frane e alcune di esse probabilmente non verranno riassestate entro la fine della scuola“.

I ragazzi impegnati con gli esami di Stato, che inizieranno il prossimo 21 giugno, sono preoccupati:  “Come può un professore che non ci ha mai visto, valutarci in questa situazione? Riteniamo dunque che debbano essere i nostri professori, che hanno imparato a conoscerci negli ultimi anni e che ben sanno chi siamo e come stiamo affrontando questo drammatico periodo, a valutarci. La nostra richiesta dunque è questa: un esame con tutti i membri interni per le province di Ravenna e Forlì-Cesena. Sappiamo che la nostra è una richiesta esigente, ma sappiamo anche bene quello che le nostre province, e con esse i nostri ragazzi, hanno passato“.

Proprio in queste ore sono in pubblicazione l’elenco delle commissioni dell’Esame di Stato del secondo ciclo.

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