Maturità 2023, docente autore della lettera a Bianchi: “Scelta interessante, sono sorpreso, non ne sapevo nulla”

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La decisione di includere nella traccia dell’esame di maturità la lettera indirizzata a Bianchi nel 2021 ha creato una nuova linea di pensiero nell’ambito educativo.

Secondo Gianfranco Mosconi, docente di Storia Greca all’Università di Cassino e uno dei firmatari della lettera, a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, la scelta è “particolare e interessante”, offrendo agli studenti un’opportunità per riflettere sulla funzione educativa della scuola.

Nel 2021, Mosconi e i suoi colleghi inviarono una lettera a Bianchi chiedendo il ritorno della prova scritta alla maturità. La scelta del ritorno agli scritti, afferma Mosconi, “non è stata presa in modo convinto”. L’accademico ha sottolineato che Bianchi elogiò l’uso della tesina in varie occasioni, suggerendo una preferenza per un esame senza prove scritte.

Eppure, le cose sono andate nel senso voluto da Mosconi e dai suoi colleghi. La lettera potrebbe aver contribuito a tale cambiamento, segnalando la necessità di un esame più strutturato e riflessivo.

Invitato a speculare su come avrebbe iniziato la traccia dell’esame, Mosconi ha affermato che è un’opportunità preziosa per gli studenti riflettere sulla struttura e il significato dell’esame. “Come scuola,” ha detto, “è bene insegnare ad argomentare le proprie tesi”. Questa osservazione offre un invito a pensare criticamente non solo sulla struttura dell’esame, ma anche sulle abilità e le competenze che esso dovrebbe sviluppare negli studenti.

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