Maturità 2023, bocciature e voti indesiderati? Genitori e studenti ricorrono al Tar per ribaltare la situazione. Alcuni casi

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Il percorso verso l’esame di Stato può nascondere insidie che vanno oltre la preparazione scolastica. Sempre più studenti si rivolgono al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per contestare risultati insoddisfacenti o bocciature che ritengono ingiuste.

Difficile digerire un voto poco gratificante o una bocciatura, soprattutto quando si tratta della Maturità. Da qui la crescente tendenza a ricorrere al TAR, uno strumento che si è dimostrato efficace nel ribaltare decisioni delle commissioni esaminatrici.

Come segnala TgCom24, diverse sono le storie di ricorsi emersi negli ultimi anni, che hanno visto studenti ricorrere alla legge per cambiare l’esito del proprio esame di Stato.

Nel 2021, ad esempio, il TAR della Puglia accolse il ricorso di uno studente di Bari, inizialmente non ammesso all’esame a causa di due insufficienze. Il TAR rilevò che i docenti non avevano tenuto conto delle difficoltà causate dalla pandemia e di un disturbo del giovane.

Altro caso emblematico è quello di uno studente di Pescara, non ammesso alla Maturità per insufficienze gravi e lievi. Il TAR dell’Abruzzo decise di riammetterlo con riserva: lo studente sostenne l’esame e lo superò.

Nel 2022, un caso simile coinvolse un ragazzo di Genova, escluso dall’esame ma riammesso dal TAR. Anche lui sostenne e superò tutte le prove, dimostrando sul campo il proprio valore.

Inoltre, è da segnalare il doppio ricorso di uno studente genovese nel 2022, che non solo è stato ammesso all’esame dopo un ricorso ma ha anche visto annullata la sua bocciatura per mancanza di crediti grazie a un secondo ricorso.

Non mancano i casi di studenti ammessi all’esame ma bocciati a sorpresa. È il caso di una studentessa di Imperia, che dopo un ricorso al TAR ha potuto ripetere l’orale e superare l’esame.

Il TAR è diventato una risorsa anche per chi, pur avendo ottenuto un buon punteggio, crede di meritare di più. Come una studentessa di Mestre nel 2017 che, nonostante un 94/100, ha ricorso per ottenere una revisione del voto.

Anche i voti altissimi, a volte, non soddisfano. Nel 2020, un maturando di Rovereto, diplomatosi con 98/100, ha effettuato ricorso al Tribunale Amministrativo. Anche qui, il TAR accolse il ricorso disponendo il riesame del caso. Alla fine il ragazzo ottenne il massimo dei voti: 100/100.

Più di recente, ha fatto molto scalpore la notizia di una studentessa che aveva ricorso al TAR perché insoddisfatta del suo 90 su 100. Stando al punto di vista della ragazza, la sottocommissione l’avrebbe penalizzata di 5 punti.

Nello specifico, si trattava di due punti per aver condotto una prova orale “originale e personalizzata”, un punto per la competenza nel discutere le prove scritte e infine altri due punti per i risultati particolarmente brillanti raggiunti durante il corso di studi in alcune discipline. In seguito al ricorso, la sottocommissione si è riunita una seconda volta per esaminare il caso, dando però alla fine ancora una volta parere negativo.

A quel punto, il giudice ha dato ragione alla studentessa, affermando che la candidata aveva pieno diritto a ottenere un punteggio migliore, visti i risultati ottenuti a scuola specialmente nelle materie di indirizzo, matematica e fisica.

Adesso la sottocommissione deciderà se interrogare nuovamente la studentessa o assegnarle il punteggio d’ufficio.

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