Maturità 2022, uno scritto più maxi orale. Ipotesi al vaglio, la proposta che piace ai presidi: “Così i ragazzi possono esprimere le proprie sensazioni”

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Uno scritto di italiano e poi l’esame orale come lo scorso anno, è una delle ipotesi di esame di Maturità che potrebbe prendere forma nei prossimi giorni. Una ipotesi avanzata ieri anche dal presidente dell’Anp Roma, Mario Rusconi secondo cui “dobbiamo tener conto della situazione pandemica in atto e quella pregressa”.

Come già anticipato dalla nostra redazione, le ipotesi al vaglio per l’esame di Maturità per l’anno scolastico in corso sono tre:

  1. un orale rinforzato con un elaborato,
  2. una prova scritta, ma decisa dalla commissione,
  3. il ripristino dalla maturità ante Covid (due prove scritte più prova orale).

In realtà il ballottaggio si restringe a due ipotesi: il maxi orale con elaborato (come negli ultimi due anni) e la novità della prova scritta non più a carattere nazionale, ma predisposta dalla singola commissione di esame affinché tale prova sia aderente alle attività didattiche effettivamente svolte nel corso dell’anno scolastico.

Sull’idea di uno scritto più maxi orale si è espresso ieri Mario Rusconi: “Sperando che si riesca a fare il più possibile didattica in classe, anche se la Dad non deve essere considerata il male assoluto – afferma Rusconi all’Adnkronos – penso che sia giusto considerare la precarietà di questi ultimi tre anni di vita scolastica, per cui suggerirei magari soltanto la prova scritta di italiano così che i ragazzi possano esprimere i propri stati d’animo e le proprie sensazioni”.

Scritto che dovrà essere accompagnato da un “esame orale così come quello dello scorso anno partendo da un elaborato preparato dai singoli studenti su argomenti indicati dai loro insegnanti curriculari”.

Invariata anche la composizione delle commissioni che, sempre secondo il dirigente, “così come lo scorso anno, possono essere composte dai docenti curriculari con la presenza del presidente di commissione esterno. Del resto – conclude – un docente che ha avuto uno studente in classe per due, tre, quattro o cinque anni certamente lo conoscerà bene e saprà valutarlo nel suo complesso, del resto lo fa quotidianamente durante le lezioni”.

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