Maturità 2022, studenti in piazza a Milano: “La vostra normalità ci sta stretta, mobilitiamoci”

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A Milano gli studenti delle scuole superiori sono scesi in piazza contro l’esame di maturità proposto dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che reintroduce lo scritto dopo due anni di stop dovuto alla pandemia.

Sono alcune centinaia, circa 500, gli studenti che si sono radunati in largo Cairoli e che stanno sfilando in corteo verso piazza del Duomo.

Tra i motivi della protesta c’è anche la richiesta di migliorare le condizioni della alternanza scuola – lavoro, dopo quanto accaduto a Lorenzo Parelli, morto durante uno stage.

Tanto che uno degli slogan urlati dagli studenti è proprio “non si può morire di scuola”.

Ad aprire il corteo è lo striscione con la scritta: “La vostra normalità ci sta stretta mobilitiamoci”.

“Oggi siamo in piazza perché rivendichiamo una maturità diversa, tenga conto di quanto abbiamo sofferto durante la pandemia – ha spiegato Alessandro De Miceli, di Unione degli studenti Lombardia -. E chiediamo giustizia per Lorenzo morto in stage, questo sono sintomi di sistema scolastico marcio”.

In piazza insieme agli studenti di Milano ci sono anche quelli delle scuole di Monza, Como e Vimercate.

“Vogliamo risposte e prese di posizioni concrete su numerose questioni prima tra tutte quella della repressione. I fatti degli ultimi mesi hanno evidenziato un inasprirsi delle dinamiche di repressione nei confronti della lotta studentesca. Dai blocchi dei cortei a novembre, alle sospensioni a seguito delle occupazioni di dicembre, fino alla violenza delle piazze delle scorse settimane. Vogliamo che venga ritirata la direttiva della Lamorgese rispetto alla libertà dei comitati dell’ordine e la sicurezza, che le azioni di repressione istituzionali, come le sospensioni per le occupazioni, siano combattute e codici identificativi per le forze dell’ordine”, aggiungono altri studenti.

“Non possiamo più accettare che non si ripensi il rapporto scuola – lavoro: i Pcto (ex Alternanza Scuola – Lavoro) sono il simbolo del ruolo passivo della scuola nei confronti del mercato: devono essere ritirati per riflettere su un altro modo di dare concretezza e praticità alla dimensione teorica dell’istruzione. Un’altra questione impellente riguarda l’esame di Stato – dichiara l’Unione Degli Studenti – è inaccettabile che il ministero non si sia confrontato con la rappresentanza studentesca prima di stilare le linee guida, ignorando le numerose difficoltà e carenze formative che la fase pandemica ha apportato al mondo dell’istruzione. Vogliamo la revoca della seconda prova e l’introduzione di una tesina multidisciplinare, che garantisca personalità e soggettività al processo valutativo”.

Dal 18 al 20 febbraio gli studenti hanno organizzato a Roma gli Stati Generali della scuola pubblica.

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