Maturità 2022, la rabbia degli studenti: “Non siamo stati consultati, ora basta”. E c’è chi chiede: “Bianchi si dimetta” [VIDEO RACCONTO]

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Dopo aver percorso in corteo le vie di Roma dalla Piramide al Ministero dell’Istruzione, oltre a 40 piazze in tutta Italia e 100mila studenti mobilitati, una delegazione della Rete degli Studenti Medi è salita a colloquio con alcuni dirigenti del Ministero dell’Istruzione. 

“Apprendiamo con sconforto e rabbia che il Ministero non è disponibile ad ascoltarci” spiega Tommaso Biancuzzi, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi

A Bologna, invece, c’è chi chiede le dimissioni del ministro dell’Istruzione. Intervenendo al microfono, gli studenti urlano di essere stati dimenticati, e chiedono le dimissioni del ministro. “Siamo stanchi delle vostre bugie”, si legge in uno striscione. Quello che brucia è il ritorno a un metodo pre-pandemia, “cercando di ristabilire una normalità malata perché ha delle radici marc e- spiega Miriam Calcagnile del collettivo Osa- e non è coerente con i tempi e i modi con cui la scuola sta andando avanti in questi anni”.

Insomma, “non vogliamo che questa maturità venga svolta così, lasciandoci totalmente fuori dal percorso decisionale di questa scelta”.

Scelta presa invece “da un economista, il ministro Bianchi, che insieme al governo decide sulle spalle di noi studenti qual è il nostro percorso”, prosegue l’attivista. E a conferma di una scuola considerata come “sempre più manageriale e sempre più professionalizzante, che non fa i bisogni di noi studenti”, arriva anche la notizia che oltre al ritorno dei due scritti sulle materie di indirizzo “è stata tolta la tesina interdisciplinare, dove noi studenti potevamo dare un po’ di più il nostro pensiero critico, dimostrare il nostro percorso scolastico”.

Così invece “la scuola ci forma come individui che devono obbedire e seguire uno schema preciso di competenze, quando non tiene conto di tutti i problemi che sta causando, come ad esempio il disagio psicologico, che è stato gravissimo in questi anni, dovuto a una malagestione della pandemia che ha tenuto noi studenti come ultima ruota del carro”, conclude la studentessa.

Anche a Milano si protesta contro il ministro: “La vostra normalità ci sta stretta”. Protestano con presidi fuori da scuola, gli studenti e le studentesse dei licei di Milano Bottoni e Parini, degli istituti superiori Natta e Bachelet, delle sestesi Casiraghi e Spinelli e del Primo Levi di San Donato.

I giovani contestano l’eliminazione della tesina interdisciplinare dalla prova finale:  “La visione di scuola di Bianchi – afferma una studentessa – è basata su una didattica che non punta allo sviluppo di un pensiero critico ma a terminare sbrigativamente il programma e conseguentemente valutare numericamente le performance finali, senza tenere conto di tutto il percorso fatto in classe nel corso degli anni”.

IL RACCONTO DELLA GIORNATA A ROMA A CURA DI PATRIZIA MONTESANTI

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