Maturità 2022, finalmente l’Ordinanza ma il Ministero doveva cancellare gli scritti. Anief: tanti studenti saranno in difficoltà

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Oggi il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha firmato le Ordinanze che definiscono le modalità di svolgimento degli Esami di Stato 2022 del primo e del secondo ciclo di istruzione, dopo averle illustrate ai sindacati e sottoposte al parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.

Per quanto riguarda la prossima maturità, l’Esame sarà costituito da una prova scritta di Italiano, una seconda prova sulle discipline di indirizzo e da un colloquio: al credito scolastico sarà attribuito fino a un massimo di 50 punti mentre alla prova scritta di Italiano saranno assegnati fino a 15 punti, alla seconda prova fino a 10 e al colloquio fino a 25.

Per l’Esame del primo ciclo sono previste due prove scritte (una di Italiano e una sulle competenze logico-matematiche), cui seguirà un colloquio, nel corso del quale saranno accertate anche le competenze relative alla Lingua inglese, alla seconda lingua comunitaria e all’insegnamento dell’Educazione civica.

 

Anief si rammarica per la decisione del Ministero di non dare seguito alle richieste di forte cambiamento della bozza iniziale degli Esami di Stato 2022 mossa dallo stesso sindacato, ma anche rispetto ai motivi di dissenso espressi dal Cspi sulla maturità che ha lamentato la bassa considerazione per il disagio subito dagli studenti negli ultimi due anni a seguito dell’emergenza pandemica: l’amministrazione scolastica si è limitata a dare seguito ad alcune delle osservazioni giunte dalla commissione Cultura e Istruzione del Senato, dando un peso maggiore al colloquio della maturità e riducendo la valutazione massima della seconda prova scritta.

 

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la risposta al quadro emergenziale che gli studenti continuano a vivere è stata davvero modesta. Per entrambi gli esami, di maturità e terza media, bisognava eliminare gli scritti, perché non si può pensare che poche settimane di scuola in presenza possano sopperire a lungo periodo trascorso a casa o in didattica a distanza.  Imporre la maturità e l’esame di licenza media quasi tradizionale andrà a determinare difficoltà e uno stress aggiuntivo a degli studenti già a lungo provati. Il Ministero doveva tenere conto dei nostri consigli e di quelli del Cspi: invece, ha preferito evitare di confrontarsi con una realtà fatta di giovani, come confermato dalle ultime prove Invalsi, che in diversi territori hanno perso ulteriormente terreno rispetto agli apprendimenti decisamente più elevati che si conseguono in altri Paesi”.

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