Maturità 2022, Bianchi conferma la seconda prova e promette attenzione sulla valutazione [VIDEO]

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“L’incontro con il ministro Bianchi è andato molto bene. Ma non siamo stati assecondati sull’eliminazione della seconda prova scritta della maturità, che si farà”.

Ne parla con l’Adnkronos al termine dell’incontro con le consulte studentesche il portavoce nazionale, Marco Scognamillo, studente al terzo anno di liceo classico Azuni a Sassari, dove hanno studiato due capi di Stato, Antonio Segni e Francesco Cossiga. Sarà un segno? “Me lo auguro. La mia è una passione e l’impegno che richiede è enorme”, risponde scherzando il giovane portavoce nazionale degli studenti italiani delle superiori di secondo grado.

“Ci dispiace non essere stati accontentati sulla seconda prova Scritta. Ma non era scontato che venissimo convolti nel processo decisionale. E questo è già un successo. Una riunione di questo tipo, durata due ore non c’era mai stata – rimarca – Per fare il punto: il Ministro vuole portare avanti il discorso della seconda prova scritta ma ci ha riconosciuto l’importanza di una buona valutazione. Non ci ha dato una informazione certa, ma ha promesso che l’attenzione sulla corretta valutazione sarà per lui un ottimo spunto di riflessione. Poiché l’esame di stato pesa sul voto finale al 60%, potrebbe prendere in considerazione la nostra proposta di abbassarne il valore al 30%. In sostanza faremmo la seconda prova scritta, a cui verrebbe data una importanza minore”.

Tra gli altri temi discussi, “l’alternanza scuola lavoro, Pcto, la riforma della scuola, cultura e formazione e monitoraggio delle infrastrutture scolastiche e dei trasporti. Il ministero vuole inoltre inglobarci nelle task force del Pnrr per dare voce agli studenti sulle 6 macro riforme. Ci ha messo a disposizione documenti interni su cui lavorare ed invitato a integrare nelle nostre proposte il tema della dispersione scolastica”, conclude.

La bocciatura del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (Cspi) ha espresso un parere negativo sulle modalità di svolgimento dell’esame di Stato 2022.

Come si legge dal documento pubblicato oggi sul sito del ministero dell’Istruzione, il quadro normativo del nuovo esame del II ciclo, “modificato nell’attuale contesto, diventa ancor più complesso e fa assumere all’esame una funzione più simbolica che sostanziale”. In particolare, il Cspi ha rilevato criticità soprattutto in riferimento alla seconda prova dell’esame, perché “la prova, non avendo carattere nazionale, non garantisce uniformità nella verifica dei livelli di apprendimento raggiunti. L’uniformità della prova ha una valenza importante per garantire l’omogeneità nell’esame di Stato”.

Anche per il ripristino della prima prova, che il Cspi giudica positivo, viene comunque evidenziato che “non tutte le studentesse e tutti gli studenti hanno potuto affrontare le diverse tipologie testuali previste dalla normativa vigente”, e raccomanda “che nella predisposizione delle tracce siano individuate le tematiche che meglio possano interpretare le attività svolte in questi ultimi tre anni”.

Ma è la seconda prova, secondo il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, ad avere più criticità. Tra queste, la “difformità delle prove e dei risultati tra le diverse aree geografiche, tra le scuole e tra le classi della stessa scuola, l’assenza di indicazioni che possano garantire la collegialità nella formulazione della prova almeno a livello d’Istituto”, e il rischio che la prova possa diventare “una prova analoga ad altre effettuate nel corso dell’anno” perché elaborata dal docente della disciplina.

A parere del Cspi, “l’insieme di tali criticità, rende la predisposizione e lo svolgimento della seconda prova scritta molto problematici per docenti e studenti e si invita a individuare “altre modalità e altri strumenti che consentano di accertare i livelli raggiunti nelle discipline d’indirizzo coerenti con il percorso effettivamente svolto dagli studenti nelle diverse situazioni, senza dover far ricorso necessariamente alla prevista seconda prova scritta”.

Per il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (Cspi), il ritorno alla normalità “non può quindi che essere graduale” e sottolinea anche che “si sarebbe potuto utilizzare una modalità di comunicazione delle scelte più coerente rispetto ai tempi di uscita dell’ordinanza in esame e alle dichiarazioni e annunci che fino a pochi giorni fa lasciavano intravvedere soluzioni differenti da quelle presenti nello schema di ordinanza”.

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