Maturità 2022, Aprea (Forza Italia): “Sì alle prove scritte, ma la proposta del Ministero va migliorata”

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 “Se l’andamento epidemiologico, come tutti ci auguriamo, dovesse migliorare davvero entro giugno, sarebbe più che opportuno ripristinare le prove scritte degli esami di conclusione del primo e del secondo ciclo. Detto questo, non possiamo però non considerare che questi spiragli di superamento della pandemia arrivano alla fine del primo quadrimestre e che da settembre ad oggi i docenti e gli studenti delle ultime classi hanno studiato e si sono esercitati in presenza, ma anche in DAD, e per modalità completamente diverse di accertamento delle competenze acquisite alla fine del ciclo di studi. Per due anni, infatti, gli Esami di Stato si sono svolti con prove prevalentemente orali e con elaborati scritti ma multidisciplinari e che hanno impegnato docenti e studenti in pratiche di studio innovative e molto distanti da quelle tradizionali”.

Lo dichiara Valentina Aprea, deputata di Forza Italia, che spiega: “Le disposizioni ministeriali, invece, riportano molto indietro le lancette dell’orologio di questi esami con modalità considerate di graduale avvicinamento alla normalità che, se possono essere giustificate dalla valutazione della pandemia ancora in corso, potrebbero al contrario determinare disparità tra gli studenti e discrepanze tra le varie classi, ma soprattutto impongono una marcia indietro nel tempo prevedendo prove esclusivamente di tipo disciplinare. Per di più, soltanto la prova di italiano avrà carattere nazionale, mentre proprio la seconda prova caratterizzante gli studi effettuati sarà addirittura stabilita dalla Commissione di ogni singola classe”.

Forza Italia “si riserva di suggerire modalità più eque e meno sottoposte al rischio di contenziosi e iniquità valutative nel passaggio parlamentare previsto dalla legge. Non possiamo permetterci di tenere in vita un esame così importante accontentandoci di un valore simbolico dentro una struttura che apparentemente insegue il merito, ma di fatto finisce per legittimare arbitrarietà e valutazioni determinate da manchevolezze di sistema che non possono essere scaricate sugli studenti, una generazione che già è stata tanto provata dalla pandemia in corso”, conclude l’azzurra.

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