Maturità 2022, anche il Senato respinge la linea del rigore. Anief: via gli scritti dall’Ordinanza, non possiamo sottoporre gli studenti a disagi ulteriori

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Sulla maturità 2022, dopo i rilievi del Cspi sulla maturità e della Camera, anche la commissione Cultura e Istruzione del Senato chiede correzioni da apporre all’imminente Ordinanza definitiva.

Dopo avere chiesto di tenere conto degli effetti della pandemia sugli apprendimenti nello scegliere la prima prova, i senatori hanno indicato l’esigenza di riequilibrare il punteggio della seconda prova scritta e di valorizzare il colloquio, tenendo conto del disagio che gli studenti hanno avuto quest’ultimo biennio. Inoltre, hanno rimandato alle considerazioni del Consiglio superiore della pubblica istruzione in merito ai quadri di riferimento per i Licei e le Linee Guida per gli istituti tecnici e professionali. Sebbene si tratti di un parere favorevole, quindi, è evidente la richiesta generalizzata a mettere mano alla bozza sulla maturità di quest’anno proposta dal ministero dell’Istruzione, evidentemente considerata non adeguata alla situazione emergenziale che stiamo vivendo.

Nei giorni scorsi, il Corriere della Sera aveva anticipato la volontà dell’amministrazione di venire incontro alle richieste degli studenti riducendo dal 60% al 50% il peso totale delle valutazioni delle prove svolte, elevando la quota (dal 40% al 50%) relativa agli esiti dell’ultimo triennio. Secondo Anief, se la risposta si limita a quel provvedimento si tratterebbe di una modifica insoddisfacente: “Il Ministero deve intervenire cancellando gli scritti – sostiene Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane di sindacato – perché purtroppo la pandemia ha condizionato gli ultimi due anni di scuola in modo evidente: è entrata a gamba tesa nella didattica, costringendo alla DaD, ma anche alla perdita di tantissime ore e giorni di scuola”.

“Ancora oggi abbiamo tanti alunni costretti a seguire le lezioni da casa, anche dell’ultimo anno delle superiori. In queste condizioni, per quale motivo dobbiamo reintrodurre, di fatto, la maturità tradizionale? Perché dobbiamo sottoporre gli studenti ad una condizione di disagio ulteriore? Come Anief, siamo quindi d’accordo con il Cspi quando chiede di prorogare le modalità di svolgimento dell’esame di Stato introdotte durante la pandemia. Il Ministero – conclude Pacifico – rompa gli indugi, si faccia un bagno di realtà e semplifichi l’esame finale”.

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