Maturità 2021: una prova scritta, ripresa prove Invalsi e Pcto? Sindacati, “Confermare prova orale”

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Maturità 2021: si va verso un esame più completo rispetto al 2020, recupero delle prove Invalsi e conferma dei Pcto? La strada, secondo quanto anticipato da La Repubblica, potrebbe essere questa.

In questo momento di grande incertezza, politica e sociale, c’è chi continua a pensare che il ritorno alla normalità sia riprendere le prove Invalsi in presenza e confermare i percorsi alternanza scuola-lavoro, avvenuti in maniera ovviamente precaria, come tassello degli esami di Stato“, commenta la Flc Cgil.

Con il cambio del governo potrebbe esserci dunque anche un cambio nello svolgimento dell’Esame di Stato di secondo grado? L’intento dell’esecutivo Draghi sarebbe questo: svolgere almeno una prova scritta, confermare i Pcto, e recuperare le prove Invalsi cancellate a causa della pandemia lo scorso anno.

Possiamo realizzare la prova in classi sicure, distanziate, attendiamo solo di sapere se si tornerà in classe“, spiega la presidente Invalsi Anna Maria Ajello, mentre dall’Istituto tutto sarebbe pronto per il 1° marzo.

Con le condizioni pandemiche ancora così aggressive e le difficoltà di organico che stiamo vivendo è un rischio che non possiamo correre e non dobbiamo permetterci“, denuncia la Flc Cgil, riflettendo sull’organizzazione dei test Invalsi a marzo/aprile.

Secondo Roberto Ricci, responsabile Area Prove Invalsi “sarebbe auspicabile che le prove INVALSI, anche senza essere un requisito d’esame, fossero svolte da tutti gli studenti abitualmente coinvolti dalle rilevazioni. Perché, in un momento in cui sono massime le difficoltà per la scuola e per gli studenti, è necessario avere una fotografia puntuale di ciò che è andato perso in questo periodo oscuro“.

Sull’importanza delle prove come “fotografia” nell’attuale situazione si è espresso anche Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, in riferimento alla possibilità del recupero degli apprendimenti mirati più che sull’allungamento del calendario scolastico: “Servono a fare una diagnostica del mondo della scuola puntando su quelle che chiamiamo competenze (il saper fare, la lettura e comprensione del testo, problem solving), ovvero più che andare a vedere se certe nozioni sono state acquisite, rilevano se i ragazzi sanno risolvere quei problemi che dovrebbero conoscere”.

Sindacati: confermare modello dello scorso anno

Pcto e Invalsi dovrebbero stare fuori dall’Esame, secondo la segretaria della Cisl Maddalena Gissi: “Le prove rappresentano uno strumento utile, quest’anno è tutto diverso e sarebbe solamente una difficoltà in più per questi ragazzi“.

Uil e Anief pensano alla conferma del modello dello scorso anno con un’unica prova orale.

Per coerenza, visto che molti studenti delle superiori hanno fatto la stessa didattica a distanza, a parità di condizioni, si può confermare un’unica prova orale“, ha spiegato il leader di Anief, Marcello Pacifico.

Per Pino Turi, segretario generale della Uil, “basta rifare ciò che è stato fatto l’anno scorso, con buoni risultati. Un esame in presenza, con un colloquio che misuri il grado di maturità. Bisogna tornare alle conoscenze piuttosto che cercare improbabili misurazioni delle competenze“.

Anche per Elvira Serafini, segretario generale dello Snals, si può confermare il modello dello scorso anno: “Siamo favorevoli ad esami il cui svolgimento segua quello dello scorso anno“, magari confermando “la deroga dalle prove Invalsi e dalla frequenza dei PCTO ai fini dell’ammissione all’esame di stato nelle superiori“.

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