Maturità 2021, slitta la nuova ordinanza: in stand-by per la crisi di governo

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La crisi di governo fa slittare anche l’ordinanza sulla maturità 2021. Secondo quanto segnala l’Ansa, il documento tanto atteso dai docenti e dagli studenti arriverà solamente quando la crisi di governo sarà concluso.

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, attende gli sviluppi del quadro politico. La data del 31 gennaio con l’ordinanza con le materie della seconda prova, per quest’anno scolastico, non è prevista.

Il comma 504 della Legge di Bilancio 2021, specifica che, “in relazione all’evolversi della situazione epidemiologica e al fine di garantire il corretto svolgimento degli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2020/2021, secondo gli standard di sicurezza sanitaria previsti dalla legislazione vigente, con decreto del Ministro dell’istruzione sono assegnate alle istituzioni scolastiche statali e paritarie sedi di esame di Stato le risorse finanziarie allo scopo necessarie, tenendo conto del numero di studenti e di unità di personale interessati, e, con una o più ordinanze del Ministro dell’Istruzione, possono essere adottate specifiche misure per la valutazione degli apprendimenti e per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione, anche tra quelle di cui all’articolo 1 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2020, n. 41″.

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La pandemia ha sconvolto anche quest’anno scolastico e dunque al Ministero avrebbero deciso di confermare l’impianto dell’esame di maturità svolto nel 2020. Ci sarebbe pertanto il maxi orale senza prove scritte (nemmeno una). Attenzione, però, perché sarebbe forte anche il pressing dei dirigenti scolastici affinché si faccia almeno una prova scritta da affiancare a quella orale.

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Allo stato attuale, però, in vantaggio l’ipotesi di un solo esame orale con più peso al curriculum degli ultimi tre anni di studio. L’unica vera novità, rispetto all’anno passato, sarebbe il ripristino del giudizio di ammissione. Confermata la commissione con 6 membri interni più il presidente esterno. L’Alternanza scuola/lavoro non costituirebbe un requisito di ammissione così come le prove Invlasi.

Ci sarebbe pure un piano B, come già più volte segnalato, ma a caldeggiarlo sarebbe il Partito Democratico: prova scritta da abbinare alla prova orale. Questo, però, sarebbe più probabile qualora ci fosse un cambio a Viale Trastevere.

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