Maturità 2021, “Si faccia una domanda, si dia una risposta”. Lettera

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inviata da Francesco Capodieci – Nei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha difeso a spada tratta l’attuale impianto dell’esame di maturità: non un esame di serie B, ma una prova in grado di valutare adeguatamente la preparazione e le competenze degli allievi al termine del loro percorso quinquennale di studi. E’ una sciocchezza, secondo il ministro, affermare che sono state abolite le prove scritte, dal momento che ogni studente deve preparare un elaborato sulle discipline di indirizzo, oggetto di discussione nella prima parte dell’orale.

Un elaborato che, però, checchè ne pensi il ministro, non riflette necessariamente le reali conoscenze dell’alunno, il quale può anche esserselo fatto preparare in maggio da qualcuno; gli basterà esporlo dignitosamente, per superare in modo positivo la prima parte del “maxi orale” (ma perché viene ritenuto “maxi”, se generalmente si protrae – come in passato – non più di un’ora?).

Soppressa la prova scritta di italiano – il tema o il saggio breve -, la valutazione in tale disciplina si basa soltanto sulla discussione di un testo letterario, oggetto di studio nel corso dell’anno scolastico. Quanto alle altre materie, tutto si riduce all’analisi di un testo, documento o progetto predisposti dalla commissione, che dovrebbero consentire al candidato di trovare qualche spunto per collegarsi a ciascuna di esse.

Leclassiche domande sui contenuti specifici vanno ormai abolite, o ridotte al minimo; dev’essere lo stesso studente a porsi gli interrogativi, in una logica simile al marzulliano “Si faccia una domanda, si dia una risposta”.

Concordo con il ministro Bianchi: l’attuale esame di maturità non può essere ritenuto di serie B; sembra, piuttosto, un esame di serie C.

Cordiali saluti.

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