Maturità 2021, la crisi di Governo ferma tutto: studenti e genitori impazienti. I presidi: niente ansia

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La crisi di Governo colpisce anche la maturità 2021: con la fine del Conte bis e le consultazioni in corso con il presidente della Repubblica Mattarella per uscire dalla crisi, l’esame di Stato resta impantanato.

Proprio pochi giorni fa la stessa Ministra aveva assicurato che a breve, senz’altro entro il mese di gennaio, gli studenti avrebbero avuto risposte. Poi le dimissioni di Conte, le consultazioni e il resto della storia la conosciamo. Così come conosciamo le intenzioni che Viale Trastevere aveva in serbo per l’edizione 2021 della maturità: niente prove scritte, solo un maxiorale e niente Invalsi e PCTO, mettendo alla porta l’ipotesi, di stampo Pd, di introdurre almeno una prova scritta. Ipotesi, per la verità, gradita a molti, come i dirigenti scolastici, che ravvedevano nella maggiore capacità organizzativa delle scuole l’occasione per avvicinarsi alla canonica formula pre-covid.

Nella serata del 28 gennaio è arrivata la conferma che il documento tanto atteso dai docenti e dagli studenti arriverà solamente quando la crisi di governo sarà concluso.

Per questo motivo, adesso, le carte potrebbero anche rimescolarsi. Solo che il tempo stringe e gli studenti in primis, vorrebbero conoscere il loro destino.

Maturità 2021, slitta la nuova ordinanza: in stand-by per la crisi di governo

Non è dato sapere ancora cosa abbia deciso il ministero dell’Istruzione in merito all’esame di Maturità ed inoltre non c’è stata e non c’è possibilità di parlare con la ministra o con i dirigenti di viale Trastevere per capire il metodo e avere uno scambio di vedute“, ha affermato Federico Allegretti, coordinatore Rete Studenti Medi.

E’ evidente che la crisi di governo non fa che complicare le cose. E come al solito nelle situazioni di emergenza, di difficoltà chi ci rimette sono le persone ed in questo caso gli studenti e le studentesse che già non vengono da un periodo semplice. – ha sottolineato Allegretti – “Noi riconfermiamo tutte le nostre preoccupazioni, la scuola viene trattata come se fosse una bandierina da sventolare come propaganda e non sembra proprio avere alcun interesse serio e prioritario a livello nazionale“.

Allegretti conclude spingendo verso la formula dello scorso anni: “Al di là anche dei tempi, anche perché se con un governo nuovo cambia il titolare dell’Istruzione, e magari di uno schieramento politico completamente diverso che farà? E’ quasi imbarazzante, probabilmente la cosa migliore è mantenere lo stesso sistema dello scorso anno, tanto per andare sul sicuro”.

C’è però chi prova a rassicurare gli studenti, ansiosi di capire che tipo di esame di stato dovranno affrontare, predicando pazienza. Ed è proprio un preside, o meglio, il presidente dell’Associazione Nazionale PresidiAntonello Giannelli, che invita i ragazzi a non farsi prendere dall’ansia, nonostante il clima di incertezza: “bisogna avere un po’ di pazienza e non farsi prendere dall’ansia. E’ chiaro che verrà emanata un’ordinanza dal ministro, i tempi ci sono ancora“. 

Da Giannelli arriva una rassicurazione a tal proposito: “E’ vero che non sono uscite le materie ma credo che sia scontato che non ci saranno prove scritte – ha aggiunto Giannelli all’AdnKronos – certo lo scorso anno l’ordinanza è stata emanata prima, ma serve pazienza e consapevolezza che il momento è difficile e delicato. Alla luce delle difficoltà attuali l’ordine naturale degli eventi è stato molto modificato, d’altronde guardando all’Esame di Stato dello scorso anno vi è stato un altissimo numero di promossi, quindi niente ansia ne preoccupazione al riguardo”.

Certo è che prima si fa meglio e meglio è – ha concluso Giannelli – auspico che le attuali difficoltà per la costituzione di un nuovo governo non facciano ritardare l’adempimento del ministero, lo dobbiamo ai nostri studenti, devono sapere prima possibile come concludere l’anno“.

Un invito a fare presto arriva anche dai genitori: “Quest’anno, data la situazione particolare era necessaria, al di là delle decisioni, la tempestività delle decisioni, fondamentale per la serenità dei ragazzi che si trovano ad affrontare la Maturità“,  ha spiegato Angela Nava presidente del Coordinamento Genitori Democratici, in merito allo svolgimento dell’Esame di Stato.

Di fronte ad un panorama ancora molto frammentato, – ha precisato Nava – chi tornerà a scuola a febbraio, chi ha ripreso già le lezioni, chi ha perso poco e chi molto: ai ragazzi andavano date subito delle linee guida unitarie, esame in Dad o in presenza, linee che potessero articolare il percorso verso la Maturità“.

Allo stato attuale, però, resta in piedi l’ipotesi di un solo esame orale con più peso al curriculum degli ultimi tre anni di studio. L’unica vera novità, rispetto all’anno passato, sarebbe il ripristino del giudizio di ammissione. Confermata la commissione con 6 membri interni più il presidente esterno. L’Alternanza scuola/lavoro non costituirebbe un requisito di ammissione così come le prove Invlasi.

 

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