Maturità 2020 in presenza, solo così esame sarà veramente serio e rigoroso. Lettera

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Maturità 2020, in presenza o online? Proponiamo le diverse riflessioni in merito, in attesa della decisione ministeriale in merito. 

Francesco Capodieci – Spettabile Redazione, negli ultimi giorni sono apparse su “Orizzonte Scuola” alcune lettere di docenti degli istituti superiori contrari agli esami di maturità “in presenza”.

Pur non sottovalutando taluni degli aspetti critici posti in risalto dai colleghi, mi sento di esprimere un’opinione differente. In base al decreto-legge dello scorso 8 aprile, gli esami si ridurranno quest’anno al solo colloquio orale, essendo ormai da escludere la regolare ripresa delle lezioni entro il 18 maggio.

L’ammissione è stata già assicurata a tutti gli studenti, che avranno anche il vantaggio di essere esaminati solo dai loro insegnanti, su programmi verosimilmente ridotti rispetto a quelli previsti in condizioni normali.

In tale situazione andrebbero almeno garantiti la serietà e il giusto rigore del colloquio che, da solo, dovrebbe incidere per ben 60 centesimi sul punteggio di ciascun candidato (sarà proprio così? E le modalità dell’orale saranno le stesse dello scorso anno? Ci piacerebbe saperlo quanto prima, signora ministra Azzolina, non verso la fine di maggio…).

Un orale a distanza rischierebbe di essere falsato dai suggerimenti di genitori, parenti e amici, abilmente nascosti dietro i candidati; e di essere messo in crisi da eventuali problemi tecnici – di audio, connessione Internet, ecc. — difficilmente risolvibili da quegli insegnanti che – come il sottoscritto – non hanno particolare dimestichezza con le nuove tecnologie.

Nelle prossime settimane riapriranno, a poco a poco, fabbriche, cantieri, negozi, bar, parrucchieri e musei; forse si potrà finalmente tornare ad andare a Messa.

Perché proprio le scuole italiane – diversamente che in altri paesi – dovranno continuare a rimanere permanentemente chiuse?

Mi rendo conto che la ripresa settembrina delle lezioni in tutte le classi sarà, in qualche regione, alquanto problematica.

Ma riuscire a svolgere in sicurezza gli esami di Stato – in aule ampie e adeguatamente sanificate, con l’impiego di tutti i dispositivi di protezione per i sette membri della commissione e l’unico candidato presente – non dovrebbe risultare un’impresa titanica.

E sarebbe un bel segnale di ripresa da parte di una scuola che non si è mai voluta arrendere.”

C’è chi invece esprime parere contrario ad un esame in presenza

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