Maturità 2020, come faranno docenti della commissione a svolgere i lavori con distanza di sicurezza? Lettera

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inviata da Antonio Amodei – Gentile Ministra Dell’Istruzione, On. Lucia Azzolina Sono giorni di trafelate ed accorate attività amministrative tese all’identificazione delle soluzioni più opportune in vista dell’Esame di Stato del 17 giugno e della riapertura delle scuole a settembre.

Mi consenta di sottoporLe, sotto forma di semplice elencazione, alcuni quesiti che sorgono spontanei dai lavoratori della scuola e del suo mondo in generale, cui non siamo in grado di dare plausibile risposta visti i dubbi che ci attanagliano. Eppure, in questa stesse pagine, un recente sondaggio indica che quasi il 70% degli insegnanti preferirebbe un esame on line, come da anni viene gestito senza il benché minimo problema dalle Università italiane.

Mi perdonerà, ma non ho voglia di tergiversare e di annodarmi in inutili sofismi e, pertanto, Le somministro semplici e diretti quesiti, ai quali, se vorrà, potrà darmi risposta.

1. Se gli Istituti Scolastici, giustamente e cautelativamente, riaprono (forse) a settembre, perché mai costringere studenti, docenti e personale tutto ad esporsi ai rischi del Covid già a giugno, in occasione dell’esame di Stato?
2. Come lei sa, essendo anche Dirigente Scolastico, nel sistema scolastico esistono anche i Corsi per Adulti (molti dei quali, tra l’altro, già diplomati), dove io insegno e dove abbiamo studenti in pensione di oltre 70 anni e, comunque, di età media di oltre 40 anni per classe. Perché vuole farli rischiare?
3. La classe docente italiana è forse la più anziana al mondo: io stesso, pochi giorni prima dell’inizio dell’Esame di Stato, entrerò nel mio sessantesimo anno d’età. Perché vuole costringermi ad espormi al rischio dell’infezione virale?
4. Cosa ne sa, Onorevole, delle mie condizioni di salute, se sono immunodepresso, se assumo farmaci che espongono all’infezione, in un modo o nell’altro?
5. Per quale motivo obbligare Dirigenti Scolastici e personale ATA ad organizzare un’articolatissima e dispendiosissima configurazione delle aule, dei dispositivi di sicurezza, delle valutazioni medico-strumentali, della messa in sicurezza dalla pandemia, con tutto quel che comporta l’allestimento dei dispositivi di protezione? E poi, ha idea di cosa vorrà dire tenere guanti, mascherina, occhiali e quant’altro per molte ore al giorno in piena calura estiva?
6. La prova orale non è che una parte, assai minoritaria, degli adempimenti burocratici che l’esame prevede: generazione delle griglie di valutazione, riunioni, valutazioni, esame della documentazione del candidato, centinaia di pagine di verbalizzazioni, stampe, pubblicazioni, ecc. ecc. Pensa davvero che Commissari e Presidente lavoreranno a due metri di distanza, magari in silenzio?
7. Qualora, durante i lavori d’esame, un commissario dovesse assentarsi perché positivo al Covid che facciamo? Interrompiamo l’esame in tutta la penisola? In Germania, un liceo riaperto prematuramente si è esposto, fatalmente, al contagio ed è stato chiuso nuovamente con le conseguenze, anche legali, che può immaginare.
8. La movimentazione di migliaia e migliaia di docenti e centinaia di migliaia di studenti sugli autobus, sui treni, sulle strade, non la preoccupa?

Le parole d’elogio che Lei ed il Presidente del Consiglio hanno elargito ai docenti che, in pochi giorni, sono riusciti a metter su e garantire un soddisfacente servizio di videolezioni e DAD (in assenza dei più elementari strumenti operativi o formativi pregressi) rischiano di essere vanificate perché, invece di applicare l’esperienza capitalizzata prevedendo un esame on line, anziché in presenza, restituisce la sensazione, forse errata, che non si fida di noi né degli studenti.

La ringrazio per l’attenzione e Le auguro buon lavoro.

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