Maturità 2020/21, come saranno le prove: solo colloquio anche online se non rientra. Commissari solo interni

Maturità 2020/21, come si articolerà: le due ipotesi del decreto legge sulla conclusione del 2019/20 e sull’avvio del 2020/21. Commissioni di soli interni.

Decreto

Pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto legge n. 22 dell’8 aprile 2020, recante misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato.

Nella decreto si prevede che, per il solo a.s. 2019/20, il Ministro dell’Istruzione con o una o più ordinanze può adottare specifiche misure relative alla valutazione finale degli alunni  e agli  esami di Stato nei casi e nei limiti indicati nel decreto medesimo.

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Vediamo le due ipotesi possibili in merito all’articolazione delle prove dell’esame di stato di secondo grado e la composizione delle commissioni.

Commissioni

La modifica della composizione delle commissioni degli esami di stato di secondo grado a.s. 2019/20 è disciplinata, tramite ordinanza ministeriale, sia in caso di rientro a scuola entro il 18 maggio 2020 (e sia possibile svolgere gli esami in presenza) sia in caso di mancato rientro entro la predetta data (o non sia possibile svolgere gli esami in presenza).

L’eventuale modifica interverrà  sull’articolo 16, comma 4, prevedendo delle commissioni composte da soli commissari interni, quindi appartenenti all’istituzione scolastica sede di esame, con presidente esterno.

Prove d’esame, punteggi e voto finale: come sono

Le prove d’esame previste dal D.lgs. n. 62/2017 sono le seguenti:

  • prima prova scritta nazionale di italiano;
  • seconda prova scritta nazionale di indirizzo;
  • colloquio.

A ciascuna delle suddette prove è attribuito un massimo di 20 punti per un totale di 60.

Al suddetto punteggio, per il voto finale dell’esame in centesimi, si aggiungono i 40 punti di credito scolastico, per un totale di 100/100.

Prove d’esame: quali modifiche in caso di rientro e non rientro a scuola

  • Rientro a scuola entro il 18 maggio

In caso di rientro a scuola entro il 18 maggio 2020, l’articolo 1, comma 3 lettera d), del decreto dell’8 aprile 2020 prevede che l’ordinanza ministeriale disciplini le prove d’esame, prevedendo la sostituzione della seconda prova a carattere nazionale con una prova predisposta dalla singola commissione di esame, al fine di renderla coerente con le attività didattiche effettivamente svolte sulle specifiche discipline di indirizzo nel corso dell’anno scolastico.

Quanto detto in deroga agli articoli 17 e 18 de D.lgs. 62/2017.

L’ordinanza ministeriale, in definitiva, deve disciplinare  le prove scritte e il colloquio e prevedere lo svolgimento di una seconda prova scritta non nazionale predisposta dalla commissione d’esame.

  • Mancato rientro a scuola entro il 18 maggio

In caso di mancato rientrato a scuola entro il 18 maggio 2020 o nel caso non sia possibile svolgere gli esami in presenza per ragioni sanitarie, l’ordinanza/e ministeriale disciplina:

  • l’eliminazione delle prove scritte d’esame
  • la sostituzione delle suddette prove con un unico colloquio (anche telematico), stabilendone contenuti, modalità e punteggio

Bisogna inoltre prevedere specifiche previsioni per i candidati esterni.

La seconda ipotesi, al momento, sembrerebbe la più plausibile, considerato che la comunità scientifica è contraria al rientro degli studenti e del personale a scuola.

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