Maturità 2019, uno studente su tre avrà il suo portafortuna. Riti e preghiere dei maturandi

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Comunicato Skuola.net – Riti scaramantici, oggetti magici, santini, fioretti e preghiere. No, non si tratta di un ritorno al Medioevo ma dell’avvicinarsi inesorabile degli esami di Maturità.

Tra un ripasso e un altro, c’è spazio anche per la scaramanzia tra i maturandi, che ammettono di contare su cimeli o su riti propiziatori che “portino bene” alle prove. Questo è quanto emerso da un sondaggio di Skuola.net a cui hanno risposto 1.500 maturandi. Perché nell’era di Internet e dei social network, alcune tradizioni popolari rimangono ben salde: 1 studente su 3, infatti, avrà per i giorni dell’esame il suo personale portafortuna. Ecco quali sono i più diffusi.

A volte semplici ornamenti come collane e bracciali possono diventare veri e propri talismani dai poteri benefici. È quanto spera una buona fetta di maturandi (28%), che attribuisce a un accessorio un influsso protettivo e salvifico, soprattutto se questo ha un grande valore affettivo. Non sono però pochi quelli che, al momento di scegliere il vestiario per le prove d’esame, verrà condizionato dalla scaramanzia: l’11% indosserà infatti indumenti (scarpe, magliette, pantaloni, calzini, intimo) che considera portafortuna. Gli oggetti legati alla storia della propria famiglia, invece, sono considerati determinanti per il 5% del campione, che il giorno dell’esame porterà con sé proprio un cimelio collegato a un parente (come disegni di qualche fratellino o sorellina, foto con i nonni, orologi e ciondoli appartenenti a qualche membro familiare).

Dal profano al… sacro. Perché c’è anche chi si affida alla religione e alla protezione dei santi, sperando forse in qualche ‘miracolo’. Un santino nel vocabolario, in tasca o anche sul banco stesso saranno l’accessorio irrinunciabile del 14% dei maturandi. Mentre un altro 10% dichiara di voler dare dimostrazioni di fede – per sperare ovviamente in altrettanti ‘favori’ dall’alto durante le prove – accendendo un cero in chiesa, pregando un santo oppure partecipando a una processione. Il ritorno alla spiritualità nel momento del bisogno è confermato da un 7% di studenti che porterà con sé il giorno di prima e seconda prova una penna che ha fatto benedire o con cui durante l’anno ha svolto compiti che hanno dato ottimi risultati. Nella stessa direzione va chi decide di fare qualche sacrificio o qualche rinuncia in cambio di un bel voto sul diploma, il classico “fioretto”: il 4% è infatti disposto a farne uno.

Infine non vanno dimenticati i veri e propri riti propiziatori. I più scaramantici, rappresentati dal 9% degli studenti, prima dell’esame ripeteranno determinati gesti che in passato hanno portato bene (come dormire con una certa maglietta, usare un determinato profumo, ecc.).  Altri (l’8%) dicono di volersi sedere il più vicino possibile a quel compagno di classe “baciato dalla buona sorte”, che in genere è anche il più bravo. Che sia per intercettare l’influsso benefico o per dare qualche sbirciatina al suo foglio, non è dato saperlo…

Versione stampabile
anief banner
soloformazione