Maturità 2019, in piazza gli studenti: nuovo esame non va

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Rete Studenti Medi – Questa mattina sono scesi in piazza, per manifestare contro la maturità 2019, 3000 studenti delle scuole di Padova e provincia.

La manifestazione, nata da un confronto tra i rappresentanti delle scuole di Padova e le Liste del progetto “Reset: Finalmente sceglierai” ha mosso una critica verso i contenuti e le modalità introdotte dalla nuova riforma sull’esame di maturità 2019.
Abituati ogni anno ad assistere alla consueta e confusa corsa alla modifica-spot dell’esame di stato di cui il Ministero si fa protagonista e alla precipitosa fretta di cambiare la maturità prima di riformare effettivamente l’istruzione pubblica, gli studenti non sono più disposti ad  accettare passivamente una riforma così evidentemente ingestibile in quanto a tempistiche e modalità.
Ma alle critiche rivolte ad un livello contenutistico, l’inserimento della doppia materia in seconda prova, l’abolizione della traccia del tema storico, del saggio breve e dell’articolo di giornale in prima prova, la mancanza della tesina e l’estrazione in buste chiuse degli argomenti dell’esame orale, si aggiungono anche quelle sulle tempistiche della comunicazione di questa riforma.
Dichiara Marco Nimis, coordinatore della Rete degli studenti medi di Padova e rappresentante di Istituto del liceo Cornaro: “non si posso sfruttare gli studenti di quinta come cavie comunicando le modifiche a soli 5 mesi dall’esame. Per questo come studenti abbiamo deciso di scendere oggi in piazza, per noi e soprattutto per gli studenti che si troveranno ad affrontare l’esame nei prossimi anni.”
Aggiunge Tommaso Biancuzzi, coordinatore della Rete degli Studenti Medi Veneto: “La maturità è solo una parte del problema. Serve un ripensamento globale del sistema d’istruzione, invece da vent’anni non si fanno altro che interventi spot, come questo, che non vanno a risolvere i molti problemi che ci sono. Urge una una riforma complessiva, che non può non partire da un rifinanziamento della scuola invece di tagli mascherati da risparmi“.
Versione stampabile
Argomenti:
anief banner
soloformazione