Maturità 2019, Gavosto (Fondazione Agnelli): da riformare ancora, il modello olandese

di redazione
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Le novità introdotte dal Ministero guidato da Bussetti all’esame di Stato per la scuola secondaria non convincono ancora del tutto la Fondazione Agnelli. 

Le novità dell’Esame di Stato 2019

  • Due prove scritte invece di tre, più l’orale
  • Griglie di valutazione nazionali per la correzione delle prove scritte
  • Per poter essere ammessi alle prove bisognerà aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore previsto, avere il 6 in ciascuna disciplina, avere la sufficienza nel comportamento. Il Consiglio di classe potrà deliberare l’ammissione anche con una insufficienza in una disciplina o gruppo di discipline valutate con un unico voto, ma dovrà motivare la propria scelta.
  • Il voto finale continuerà ad essere espresso in centesimi. Ma da quest’anno si darà più peso al percorso di studi: il credito maturato nell’ultimo triennio varrà fino a 40 punti su 100, invece degli attuali 25.
  •  Alla commissione spettano poi fino a 60 punti: massimo 20 per ciascuna delle due prove scritte e 20 per il colloquio. Il punteggio minimo per superare l’esame resta fissato in 60 punti. La Commissione d’esame può motivatamente integrare il punteggio, fino ad un massimo di 5 punti, ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove di esame di almeno 50 punti.

Quest’anno non saranno requisito di accesso né la partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alla prova Nazionale INVALSI, né lo svolgimento delle ore di Alternanza Scuola-Lavoro.

Gavosto: novità apprezzabili, ma non sono sufficienti

In un articolo pubblicato sul Sole24Ore Andrea Gavosto fa il punto sulle novità

Idea interessante la seconda prova multidisciplinare (ma dovrà essere verificata nella pratica) e il maggior peso dato al percorso scolastico nel giudizio finale.

La novità più apprezzabile è quella relativa alla prima prova di Italiano che archivia il tema tradizionale, puntando “su nuove prove fondate sul principio che leggere, scrivere, sapere ragionare e argomentare – elementi essenziali di qualsiasi processo conoscitivo – vanno sempre insieme.”

Eppure, nonostante le riforme, le novità non compensano i difetti: primo fra tutti la discrezionalità delle commissioni che comunque rimane anche a partire da griglie di valutazione nazionale.

Le alternative

Sarebbero o le prove standardizzate – ma non sono adatte a tutte le discipline – oppure la correzione unificata a livello centrale,  che garantisca omogeneità di criteri di giudizio, come si fa ad es. in Olanda

Le verifiche – conclude Gavosto – possono avvenire ad opera di una commissione nazionale oppure scambiando le prove per la correzione fra diverse aree territoriali.

In questo modo le Università potrebbero utilizzare il risultato già come test di ingresso e i datori di lavoro come criterio di selezione per l’ingresso nel mondo del lavoro.

Maturità 2019, lo speciale

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