Maturità 2019/20: ammessi con insufficienze, deroga Invalsi e alternanza. Criteri 5 punti in più voto finale

Ammissione agli esami di Maturità, deroghe previste dal decreto legge sulla conclusione del 2019/20 e sull’avvio del 2020/21.

Decreto

Pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto legge n. 22 dell’8 aprile 2020, recante misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato.

Nella decreto si prevede che, per il solo a.s. 2019/20, il Ministro dell’Istruzione con o una o più ordinanze può adottare specifiche misure relative alla valutazione finale degli alunni  e agli  esami di Stato nei casi e nei limiti indicati nel decreto medesimo.

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Vediamo cos’è previsto in merito all’ammissione agli esami di stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione.

Requisiti ordinari

Il decreto legislativo 62/2017, ai fini dell’ammissione degli studenti agli esami di secondo grado, prevede i seguenti requisiti:

  • obbligo di frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, fatte salve le deroghe previste dall’art. 14/7 del DP.R n. 122/2009;
  • conseguimento di una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline, fatta salva la possibilità per il consiglio di classe di ammettere, con adeguata motivazione, chi ha un voto inferiore a sei in una disciplina o in un gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto;
  • voto di comportamento non inferiore a sei decimi;
  • partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alle prove INVALSI;
  • svolgimento delle attività di Alternanza Scuola Lavoro secondo il monte ore previsto dall’indirizzo di studi.

Requisiti 2019/20

L’articolo 1, comma 6, del decreto dell’8 aprile 2020, così prevede:

 In ogni caso, limitatamente all’anno scolastico 2019/2020, ai fini dell’ammissione dei candidati agli esami di Stato, si prescinde dal possesso dei requisiti di cui agli articoli 5, comma 1, 6, 7, comma 4, 10, comma 6, 13, comma 2, e 14, comma 3, ultimo periodo (prova invalsi per candidati esterni), del decreto legislativo n. 62 del 2017. Fermo restando quanto stabilito nel primo periodo, nello scrutinio finale e nell’integrazione del punteggio di cui all’articolo 18, comma 5, del citato decreto legislativo, anche in deroga ai requisiti ivi previsti, si tiene conto del processo formativo e dei risultati di apprendimento conseguiti sulla base della programmazione svolta. Le esperienze maturate nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento costituiscono comunque parte del colloquio di cui all’articolo 17, comma 9, del decreto legislativo n. 62 del 2017

Alla luce di tale disposizione, per l’ammissione agli esami:

  • non è richiesta la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato;
  • non è richiesto lo svolgimento delle prove Invalsi;
  • non è richiesto svolgimento delle ore (nel triennio) di alternanza scuola-lavoro, oggi percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento;
  • non è richiesta la sufficienza (6/10)  in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente;
  • non è richiesta la sufficienza (6/10) nel comportamento.

In definitiva, tutti gli studenti saranno ammessi agli esami.

Evidenziamo che le attività di alternanza saranno comunque oggetto del colloquio.

Integrazione punteggio voto finale

Il sopra riportato comma 6 del decreto dell’8 aprile 2020, in merito all’integrazione del punteggio in sede d’esame e in merito allo scrutinio così prevede (già riportato sopra comunque):

[…] Fermo restando quanto stabilito nel primo periodo, nello scrutinio finale e nell’integrazione del punteggio di cui all’articolo 18, comma 5, del citato decreto legislativo, anche in deroga ai requisiti ivi previsti, si tiene conto del processo formativo e dei risultati di apprendimento conseguiti sulla base della programmazione svolta.

Nello scrutinio finale, ossia nell’ambito dell’attribuzione dei voti e del credito scolastico dell’ultimo anno, così come nell’integrazione del punteggio in fase di attribuzione di volto finale degli esami, anche in deroga ai requisiti previsti, si terrà conto del processo formativo e dei risultati di apprendimento conseguiti sulla base della programmazione svolta.

Il citato articolo 18/5 del D.lgs. 62/2017 così prevede:

La commissione d’esame puo’ motivatamente integrare il punteggio fino a un massimo di cinque punti ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno trenta punti e un risultato complessivo nelle prove d’esame pari almeno a cinquanta punti.

Il punteggio integrativo di massimo 5 punti, alla luce della disposizione in deroga, può essere attribuito anche quando il candidato non abbia ottenuto un credito scolastico di almeno trenta punti e un risultato complessivo nelle prove d’esame pari almeno a cinquanta punti, tenuto conto del processo formativo e dei risultati di apprendimento conseguiti sulla base della programmazione svolta.

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