Maturità 2018, prove d’esame: in quali casi è previsto lo svolgimento fuori dalla sede scolastica

di Giovanna Onnis
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I candidati all’esame di Stato 2017/18, degenti in luoghi di cura o in ospedale, detenuti o comunque impossibilitati a lasciare il proprio domicilio nel periodo degli esami, possono richiedere di effettuare le prove d’esame fuori dalla sede scolastica e i Direttori generali o i Dirigenti preposti degli Uffici scolastici regionali hanno il compito di valutare le richieste e autorizzare, nei casi in cui lo ritengano opportuno, le commissioni a spostarsi anche fuori provincia o regione.

In tale ipotesi, le prove scritte sono effettuate, di norma, nella sessione suppletiva, nei giorni stabiliti nell’art.14 comma 6 dell’OM n.350/2018

Nei casi in cui ciò sia possibile il Direttore generale o il Dirigente preposto all’Ufficio scolastico regionale può autorizzare l’installazione di linee telematiche a comunicazione sincronica provvedendo anche per la relativa vigilanza.

Sede per scrutini d’ammissione all’esame

Lo scrutinio di ammissione all’esame di Stato per i candidati che hanno frequentato, per periodi temporalmente rilevanti, corsi di istruzione funzionanti in ospedali o in luoghi di cura presso i quali sostengono le prove d’esame, può essere svolto secondo le seguenti modalità:

a) nel caso in cui la frequenza dei corsi di istruzione, funzionanti in ospedali o in luoghi di cura, abbia una durata pari o inferiore, con riferimento al numero dei giorni, rispetto a quella nella classe di appartenenza, i docenti che hanno impartito gli insegnamenti nei corsi stessi trasmettono, alla scuola di provenienza, elementi di conoscenza in ordine al percorso formativo attuato dai predetti candidati. Il competente consiglio di classe della scuola di appartenenza procede allo scrutinio di ammissione all’esame (art. 11 comma 1 del D.P.R. n. 122/2009)

b) nel caso in cui la frequenza dei corsi di istruzione, funzionanti in ospedali o in luoghi di cura, abbia una durata prevalente, con riferimento al numero dei giorni, rispetto a quella nella classe di appartenenza, i docenti che hanno impartito gli insegnamenti nei corsi stessi effettuano lo scrutinio di ammissione, previa intesa con la scuola di appartenenza, la quale fornisce gli elementi di valutazione eventualmente elaborati dai docenti della classe di appartenenza (art.11 comma 2 del D.P.R. n. 122/2009). Il verbale dello scrutinio è trasmesso alla scuola di appartenenza, che cura le trascrizioni dei risultati dello scrutinio nella pagella e nei registri.

Composizione delle commissioni d’esame

Sia nel caso in cui lo scrutinio di ammissione sia effettuato dagli insegnanti che hanno impartito gli insegnamenti nei corsi funzionanti in ospedali o in luoghi di cura, sia nel caso in cui lo scrutinio sia effettuato dal competente consiglio di classe della scuola di appartenenza, tenendo conto delle singole richieste di effettuazione delle prove fuori dalla sede scolastica, saranno costituite commissioni formate:

  • per la componente interna, in relazione alla durata della degenza o della cura, prioritariamente dai docenti della scuola in ospedale che hanno seguito lo studente durante tale periodo, ove le loro discipline non siano state assegnate a commissari esterni;
  • per la componente esterna dai docenti presenti nella competente commissione esaminatrice della scuola di appartenenza dell’alunno, salvo difficoltà obiettive e motivate, rimesse alla valutazione dell’Ufficio Scolastico Regionale di riferimento, con la possibilità di integrare la commissione con i componenti esterni della commissione operante presso una delle scuole di identico indirizzo di studio del luogo di degenza o di località viciniori.

Stessa modalità si applica per gli esami di Stato del secondo ciclo degli studenti impossibilitati a lasciare il domicilio per le cure di lungo periodo a cui sono sottoposti.

I componenti esterni delle commissioni esaminatrici svolgono i loro lavori nelle sedi d’esame stabilite per i candidati.

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